Yael Naim, voce d’acquarello Semplice e brava (senza enfasi)

«Assaggiata» fugacemente all'ultimo Sanremo, Yael Naim, la giovane cantautrice israelo-franco-tunisina si svela in quest'album multilinguistico, non esente da una sua gradevolezza epidermica ma neanche refrattario a momenti di più riflessivo spessore. Semplici storie di vita - la felicità, la melanconia, il sogno, i rapporti umani, il «caos interiore» in cui ci sprofonda il mondo d'oggi - trovano nella «nuova anima» di Yael e nella sua voce tenera una lettura all'acquarello, ma onesta e spesso intensa: dell'intensità che rifugge dall'enfasi, qui anche grazie all'apporto negli arrangiamenti del polistrumentista David Donatien. Che con Yael si destreggia dolcemente tra folk, pop, seduzioni mediorientali e insomma tutto quanto era lecito prevedere.

YAEL NAIM Yael Naim (Warner)