Yahoo crolla dopo il ritiro di Microsoft

Il colosso di Bill Gates non ha voluto alzare l’offerta da 43 miliardi di dollari, ritenuta troppo bassa. Ma potrebbe ritornare alla carica nei prossimi mesi

da Milano

Finito il corteggiamento di Microsoft, a Wall Street, Yahoo cade a picco. I titoli sono scesi fino al 20% circa dopo il ritiro da parte del colosso di Redmond dell’offerta di 47,5 miliardi di dollari per acquistare il motore di ricerca. Il tonfo delle azioni ha ridotto di circa 7,6 miliardi di dollari il valore in Borsa di Yahoo e ha messo i suoi amministratori sotto pressione. A pesare sul titolo sono anche i declassamenti da parte delle maggiori banche tra cui Citigroup. Continua invece a viaggiare in rialzo Microsoft (più 1,64%): gli investitori sono convinti che la società non finirà col pagare un prezzo troppo elevato per Yahoo. Google, dal canto, suo cresce intorno al 2%, sostenuta dal fatto di aver scongiurato il pericolo della creazione di un potente concorrente. «La fine dei negoziati Microsoft-Yahoo elimina il rischio della creazione di un rivale per Google nel settore della pubblicità online», hanno scritto in una ricerca gli analisti di Stifel Nicolaus, George Askew e Scott Devitt.
L’azienda leader tra i motori di ricerca sembra dunque pronta a raccogliere i frutti del mancato accordo tra le società rivali, che avrebbe dato vita a una delle più grandi fusioni del settore tecnologico, creando un pericoloso concorrente al dominio del mercato. Ma la vicenda Microsoft-Yahoo finisce proprio qui? Nessuno in realtà è pronto a scommetterci. Forse perché la storia insegna che, in passato, molti accordi che sembravano naufragati, sono stati alla fine raggiunti, come scrive il Wall Street Journal, citando il matrimonio Oracle-PeopleSoft.
Visti i precedenti, Microsoft può dunque sperare di conquistare Yahoo? Niente è escluso, soprattutto se il titolo del colosso Internet continuerà a bruciare valore. O se, come sta già accadendo, per il cda di Yahoo diventerà sempre più difficile gestire la rabbia degli azionisti, molti dei quali hanno già avviato una causa contro la decisione dell’azienda di rifiutare l’offerta di Microsoft. E quest’ultima potrebbe, quindi, decidere di ritornare all’attacco tra qualche mese.
La rottura delle trattative tra Microsoft e Yahoo, che sembravano essersi intensificate lo scorso venerdì, è stata infatti provocata da una questione puramente di prezzo. A Jerry Yang, amministratore delegato della società Internet, l’offerta di 47,5 miliardi di dollari lanciata da Microsoft proprio non è andata giù fin dall’inizio. Yang aveva chiesto 53 miliardi di dollari, 37 dollari per azione, troppi secondo il colosso di Redmond. E così, dopo vari botta e risposta, il gigante del software ha gettato la spugna.
Il Wall Street Journal sottolinea, però, come la decisione di Microsoft di abbandonare il tentativo di conquista di Yahoo ha di fatto ripristinato lo status quo. «Si tratta di una questione deludente, perché tutti speravano in un mercato più equilibrato - ha commentato lo stesso Martin Sorrell, amministratore delegato della società pubblicitaria Wpp - Google continua di fatto a dominare». Per Microsoft, infatti, l’acquisto di Yahoo era considerato cruciale per abbreviare la distanza che la separa da Google nel campo della raccolta pubblicitaria su Internet. Ed ecco perché quello che sembra un addio potrebbe rivelarsi un arrivederci.