Yara, sul web fra "occhio per occhio" e inviti a non fare di ogni erba un facio

La vicenda della ragazzina di Brembate divide i gruppi su Facebook. I
commenti si moltiplicano di minuto in minuto dopo l'arresto del
giovane muratore nordafricano accusato dell'omicidio:
spesso invocano pene capitali, linciaggi e lasciano spazio anche a
commenti razzisti e xenofobi. Ma c'è chi invita a non fare di ogni erba
un fascio e ricorda il caso Avetrana dove non ci sono stranieri
coinvolti

Roma - "Lasciatecelo in piazza a Brembate"; "noi non abbiam mai cercato niente, loro vengono qui a rubarci il lavoro e violentarci le donne";' ci vorrebbe la legge del taglioné: sale la rabbia tra i gruppi di Facebook nati nei giorni scorsi dopo la scomparsa di Yara Gambirasio, gruppi che sono arrivati a contare decine di migliaia di fan. I commenti si moltiplicano di minuto in minuto dopo l'arresto del giovane muratore nordafricano accusato dell'omicidio della ragazza: spesso invocano pene capitali, linciaggi e lasciano spazio anche a commenti razzisti e xenofobi. 'In effetti questi immigrati stanno diventando troppi e di troppe razze diverse', dice Alberto; 'ma xk nn rimettiamo la pena di morte... questi esseri nn meritano di vivere.', scrive Luca, 'la pena di morte e'troppo pocò, incalza Luisa. 'I criminali dobbiamo per forza tenerceli in quanto italiani ma se si può evitare di averne d'altri paesi mi sembra logico non trovi?? per cui fuori gli stranierì, dice Simonetta; 'io prima difendevo sempre gli extracomunitari ma adesso dopo aver sentito e visto tutti i guai che combinano...tra marocchini, rumeni,albanesi,ecc mi sto ricredendo sempre di più' commenta Lucia. I post aumentano a vista d'occhio tra notizie e voci su ritrovamenti, preghiere, insulti. Fatima, immigrata che abita in Italia non ci sta e per dire di non fare di ogni erba un fascio, ricorda quanto accaduto ad Avetrana. I toni salgono: numerosi anche coloro che si indignano rifiutando ogni tipo di affermazione razzista.' basta qualunquismì, 'guardatevi le statistiche sugli omicidi', intervengono Emanuela e Sara. Finchéqualcuno ad un certo punto dice stop: 'Comprendiamo l'indignazione e lo sdegno di tantissimi - scrivono gli amministratori di uno dei gruppi- ma non accetteremo mai commenti inneggianti alla violenza ed al razzismò. Questa è l'ora del dolore e della solidarietà; 'si deve lascar lavorare chi di dovere e noi dobbiamo solo pregare. ed non alimentare l'odiò, si legge sull'altro. Ma nuovi post arrivano veloci e fanno correre la rabbia, la disperazione e la pietà.