Yara, trovate due scarpe ma non sono della ragazza Nuovi controlli al cantiere

La
polizia scientifica è tornata a ispezionare da cima a fondo un tratto di via Morlotti, dove la
tredicenne passava sempre per rientrare a casa dal centro sportivo di Brembate Sopra. Trovate un paio di scarpe ma non sono della ragazza

Bergamo - Dopo 26 giorni di ricerche estenuanti il dramma della piccola Yara Gambirasio è ancora lontano dalla soluzione. La polizia scientifica è tornata oggi pomeriggio a ispezionare da cima a fondo un tratto di via Morlotti, dove la tredicenne passava sempre per rientrare a casa dal centro sportivo di Brembate Sopra. Gli uomini in tuta bianca della polizia hanno trovato anche un paio di scarpe, che non sarebbero però riconducibili alla ragazzina, scomparsa ormai da 26 giorni e vista per l’ultima volta proprio al centro sportivo del paese bergamasco. Il sopralluogo di due uomini della scientifica, con il supporto dei vigili del fuoco, è durato circa un’ora e mezza. Gli accertamenti e le ricerche si sono concentrati in particolare sul marciapiede di via Morlotti, battuto abitualmente da Yara, che costeggia la recinzione e la rete del centro sportivo, sul lato della pista di atletica. In almeno cinque punti di quel tratto di strada, che si trova a poco più di cinque minuti a piedi dalla casa della famiglia Gambirasio, la polizia scientifica ha repertato tracce e oggetti, sui quali però c’è il più assoluto silenzio da parte degli inquirenti.

Le scarpe non sono sue L’unica circostanza che è possibile escludere è che le scarpe ritrovate fossero di Yara. Fonti investigative riferiscono che quella della Scientifica non è stata un’ispezione generica, un semplice accertamento sul percorso palestra-casa frequentato dalla ragazzina scomparsa. Si è trattato invece di un’ispezione mirata, che ha portato i poliziotti in quel posto dopo l’attività di indagine svolta dalla polizia di Bergamo. Forse si è arrivati in via Morlotti dopo il riscontro tra più testimonianze raccolte dalla polizia. 

Le ricerche Le ricerche oggi si erano concentrate sul cantiere del centro commerciale di Mapello, già ispezionato varie volte. E' stato utilizzato un cinofilo di Como, proprietario di un pastore tedesco molto sensibile, che in passato è riuscito a recuperare persone rimaste sotto le valanghe. A un certo punto si era perfino diffusa la voce che si stesse dando credito a una sensitiva, visto che un operaio aveva raccontato di avere visto carabinieri e volontari della protezione civile seguire le indicazioni di un’anziana signora.

Forte tensione Questi particolari danno l’idea del clima che si respira intorno alla vicenda. Oggi sull’asse interurbano che parte proprio da Mapello per circondare tutto l’hinterland di Bergamo è stato affisso un lenzuolo con la scritta: "Chiunque siate, siamo a Natale. Yara fatecela trovare". E dopo la preghiera interreligiosa di studenti cristiani e musulmani a Filago, stamattina la madre di Yara ha accompagnato la figlia maggiore Keba nella chiesa delle Grazie di Bergamo per la Messa di Natale per le scuole della zona celebrata dal vescovo Francesco Beschi.