Yemen, esplosione in una moschea: 18 morti, 45 feriti

Un'autobomba è esplosa al termine della preghiera del venerdì davanti a una moschea di Saada, capitale dell’omonima provincia
nord-occidentale yemenita. L’obiettivo era un
comandante dell’esercito, rimasto però illeso

Saada (Yemen) - Almeno 18 persone sono morte e altre 45sono rimaste ferite nell’esplosione avvenuta oggi in una moschea di Saada, capitale dell’omonima provincia nord-occidentale yemenita. Lo riferiscono fonti mediche, precisando che tre dei morti sono militari. Si ritiene che l’esplosione sia dovuta ad un’autobomba, scoppiata al termine della preghiera del venerdì. "Dozzine di persone ferite sono sdraiate davanti alla moschea e diverse automobili hanno preso fuoco per l’esplosione", ha raccontato un testimone raggiunto per telefono dall’agenzia tedesca Dpa.

Fonti locali affermano che l’obiettivo dell’attentato era un comandante regionale dell’esercito, rimasto però illeso. Si sospettano i membri del gruppo estremista sciita "Giovani credenti" che da tre anni combattono contro il governo di Sanaa. Quattro giorni fa quattro soldati sono stati uccisi in un agguato dei ribelli nella provincia di Saada.

Decine di migliaia di soldati sono stati dispiegati in questa turbolenta provincia per far fronte alla rivolta condotta dal movimento creato nel marzo 2004 dal predicatore sciita Hussein al-Houthi. Hussein, ucciso dai militari nel settembre dello stesso anno, è stato sostituito dal fratello minore Abdul Malik. Centinaia di soldati e ribelli sono morti negli scontri fra le parti, che hanno spinto migliaia di civili ad abbandonare le loro case. I rivoltosi hanno la loro roccaforte nell’area montagnosa al confine con l’Arabia Saudita.