Yemen, ore d’ansia per i due milanesi rapiti

Roberto Bonizzi

Su una mensola del salotto le ampolle di vetro raccolgono la sabbia dei luoghi già visitati. Kenya, India, Thailandia, Ecuador. E tra una settimana dovrebbe aggiungersi anche quella dello Yemen. Basiglio, periferia Sud di Milano. Via Renoncini, nella villetta della famiglia Bottillo l’atmosfera è densa di preoccupazione. Qui vivono due dei cinque italiani rapiti domenica a Sirwa, un sito archeologico della regione montuosa del Marib, 150 chilometri dalla capitale Sana’a. Enzo Bottillo, 51 anni, titolare di una scuola guida con diverse filiali in città, e la sua compagna, Patrizia Rossi, 44 anni, modella impegnata nel campo delle fiction e della pubblicità, sono ancora nelle mani della banda di ribelli che li ha sequestrati chiedendo in cambio della loro liberazione la scarcerazione di otto detenuti. Patrizia ed Enzo sono amanti dell’avventura e dei viaggi. La passione ritorna spesso nei discorsi di Luca, 24 anni, figlio di Enzo, musicista e produttore, che tiene i rapporti con l’unità di crisi della Farnesina e con i giornalisti (...)