Yo Yo Ma: «Suono la pace con James Taylor e la Krall»

La voce e la chitarra di James Taylor intonano una struggente Here Comes the Sun di George Harrison; poi Chris Botti rende omaggio alla My Favorite Things di Rodgers & Hammerstein e via via ascoltiamo Diana Krall, Renée Fleming, Cristina Pato, passando per il glorioso pianoforte di Dave Brubeck. Tutti condotti e presi per mano dal magico violoncello di Yo Yo Ma, che li dirige nell’etereo album Songs of Joy and Peace appena uscito. «È un disco gioioso e molto ispirato - dice l’artista, nato a Parigi da genitori cinesi - dedicato ad un mondo in difficoltà. Ho chiamato artisti lontani dal mio stile ma di grande sensibilità e così ogni brano è una gioiosa preghiera». La musica classica che si fonde col folk, il jazz, il pop; non è una sorpresa se a inventarla è Yo Yo Ma, che alle Sonate di Bach e Beethoven, alle Suite di Bolling, ai concerti per violoncello di Saint-Saëns e Lalo (per cui ha conquistato numerosi Grammy) alterna collaborazioni con Ennio Morricone, Bobby McFerrin, Philip Glass. E i puristi? «Quando è nata la musica i puristi non esistevano. Io capisco chi è legato, quasi morbosamente, ad uno stile, ma ogni tradizione ha una sua naturale evoluzione. Io sono un artista classico, ma certe composizioni volano sopra i confini. Here Comes the Sun è una melodia di una bellezza immortale, e fantastica è la voce di Alison Krauss che interpreta un brano natalizio come Wexford Karol. Senza parlare di Dave Brubeck, che a quasi novant’anni continua a reinventare il jazz ma sa eseguire con calore anche Beethoven. Mai imbrigliare la musica».
Del resto Yo Yo Ma, che a otto anni suonò sotto la direzione di Bernstein, è la sublimazione della musica senza frontiere. «Bernstein mi ha insegnato a non pensare per generi e stili ma ad ascoltare la voce del cuore. Per me è fondamentale comporre quanto improvvisare; l’improvvisazione spesso viene fraintesa, ma è una complicata disciplina del corpo e della mente. Infatti Bach era un grande improvvisatore».