Yokohama Run Flat pneumatici super tecnologici

Queste gomme permettono di procedere per parecchi chilometri anche se sgonfie. L’applicazione dalle city-car ai veicoli più potenti

L’auto è un concentrato di tecnologia, dove l’elettronica la fa da padrone con sistemi di comfort e sicurezza percepibili da tutti. Tecnologia con la «t» maiuscola è, però, anche quella applicata agli pneumatici, a volte sottovalutata o addirittura sconosciuta perché, in fondo, quello che appare è sempre una ruota nera montata su un cerchio. Ma l’importanza delle gomme è primaria al punto che sono considerati dispositivi di sicurezza, migliorati oggi da tecnologie come il run flat che consente di viaggiare anche con una gomma completamente sgonfia senza che si stacchi dal cerchio per un certo numero di chilometri, a una velocità non elevata, senza perdere il controllo della vettura.
Le principali case di pneumatici hanno o stanno sviluppando questa tecnologia: Yokohama, addirittura, raddoppia con il Self Supporting Runflat Tyre e il Support Ring System. Il primo è un progetto indipendente del marchio giapponese destinato a vetture ad alte prestazioni che montano pneumatici con indice di ribassamento dal 55 in giù. Qui, la tecnologia run flat si concretizza in una gomma come l’Advan Sport V103 concepita con un profilo laterale particolare e una carcassa molto resistente e rigida sulla spalla in modo da sostenere il peso della vettura in caso di perdita totale della pressione ed evitare lo stallonamento dello pneumatico dal cerchio. Riconoscibile dalla lettera F inserita nella misura della gomma riportata sulla spalla, insieme al simbolo della lumaca, il Run Flat Self Supporting è destinato a quelle auto che in primo equipaggiamento prevedono pneumatici run flat: questo significa che montano sospensioni e telaio rinforzati oltre a essere provvisti del sistema di monitoraggio TPMS che avverte il guidatore, mediante un’apposita spia sulla plancia, del calo della pressione. Anche se il cerchio può essere quello convenzionale, è meglio montare queste gomme su quelli pensati ad hoc per tale tecnologia e che sopportano la marcia a piatto, cioè con la ruota a terra. La resa di questi pneumatici è la stessa di uno standard, come l’usura e la pressione di gonfiaggio: non va però riparato, ma sostituito dopo che è stato usato sgonfio. Per pneumatici con ribassamento da 55 in su, per city-car, medie e grandi berline e off-road, c’è invece il Supporting Ring Runflat, un sistema sviluppato da Yokohama in collaborazione con Continental e Bridgestone: lo pneumatico può essere montato anche su cerchi convenzionali e si caratterizza per un anello in gomma e metallo posto tra copertura e cerchio che garantisce alla gomma di restare saldamente ancorata al cerchio e di reggere l’intera struttura della vettura senza compromettere la tenuta.
La tecnologia, non solo quella run flat, deve essere però immediatamente fruibile: Yokohama, nel suo impianto tailandese ha messo a punto lo Small-Scale Integrated Manufacturing System, una procedura produttiva integrata su piccola scala che permette soddisfare in modo flessibile e immediato eventuali incrementi della produzione dovute alle maggior richieste del mercato grazie a unità produttive a capacità limitata (2mila pezzi al giorno di pneumatici per vetture e trasporto leggero, mille per autocarro) realizzabili in tempi ristretti.
Inoltre, il nuovo processo di miscelazione prolungata a bassa temperatura consente di ottenere una gomma più resistente e flessibile che si traduce in un miglioramento delle performance e una maggiore durata.