Youssef sgozzato da due persone: una è mancina come l’imputata

da Como

Il piccolo Youssef sarebbe stato ucciso da due persone. È questa la novità emersa nelle ultime ore in attesa della ripresa del processo. È questa, dunque, la «firma» alla quale alludeva il pm Massimo Astori. Secondo i magistrati l’ematoma lasciato su un braccio del bambino combacerebbe con l’impronta della mano destra di Olindo Romano, mentre la ferita al collo sarebbe stata sferrata da una mano sinistra. Quella, secondo l’accusa, di Rosa Bazzi che è mancina. Nelle confessioni, invece, la donna ha sempre detto di aver ucciso il piccolo da sola. Raffaella Castagna e Paola Galli, invece, sarebbero state uccise con colpi al capo inferti con la destra. A chiarire la dinamica della strage in aula sarà il dottor Scola, che ha eseguito le autopsie. Nei prossimi giorni saranno ascoltati altri vicini di casa e soprattutto il siriano indicato da Glauco Bartesaghi e Vittorio Ballabio, giunti in via Diaz, 25 a Erba poco dopo la strage. Sarà importante capire chi e cosa abbia visto nei momenti immediatamente successivi alla mattanza, e soprattutto se confermerà o meno in aula quanto hanno riferito martedì i due soccorritori.