Zabriskie cade, Basso tiene ma Armstrong è già in giallo

Il volo del leader mette in crisi anche l’italiano

Pier Augusto Stagi

C’è chi ha perso una Champions League di calcio già vinta, e chi uno scudetto del basket per un tiro da tre a fil di sirena, anche per questo Ivan Basso non se la sente di dire che il Tour è già chiuso dopo sole quattro tappe, anche se Lance Armstrong e gli esploratori della Discovery Channel stanno facendo il bello e il cattivo tempo. L’italiano avrebbe voluto vincere la cronosquadre per mantenere in giallo il compagno di squadra David Zabriskie e per respirare una boccata d'aria fresca che avrebbe fatto bene per il morale. Invece, i Csc di Basso corrono una crono super, fanno segnare il miglior tempo in tutti i passaggi intermedi (l'ultimo, a sei chilometri dal traguardo) e poi, proprio sul più bello, a meno di 1,500 metri dall’arrivo, i loro sogni si afflosciano quando Zabriskie perde il controllo della bici per un salto di catena e finisce per terra. Addio maglia gialla, addio vittoria: per due secondi.
«C'è poco da dire - racconta sconsolato Ivan Basso - siamo andati fortissimo, ma è finita male. David è caduto, noi ci siamo un po' disuniti. Ad ogni modo, la corsa è lunghissima, e le montagne sono là, davanti a noi. Certo, non sono né un ingenuo, né uno sprovveduto: Lance sta pedalando benissimo, e anche in montagna sarà dura farlo soffrire, ma chi vuole un ruolo da protagonista in questo Tour ha l'obbligo di provarci. E io ci proverò».
Con la crono di ieri a Blois, la Discovery Channel di Lance Armstrong ha stabilito un nuovo record della corsa: alla media di 57,324 chilometri il team americano ha fatto registrare il nuovo record per una cronosquadre al Tour de France. Il primato precedente era della italiana Gewiss-Ballan che nel 1995 chiuse la prova alla media di 54,930. Un segnale l'americano l'aveva dato già nella crono inaugurale di sabato, ieri si è voluto ripetere nella cronosquadre, che da tre anni vede trionfare sempre il suo team. Armstrong fa maledettamente sul serio per dimostrare a tutti che non è venuto qui in gita di piacere, ma per vincere il suo settimo Tour consecutivo. E tanto per non perdere l'abitudine, si veste per la 67° volta in carriera di giallo.
«È sempre bello indossare la maglia gialla - ha detto il texano - ma oggi eravamo concentrati sulla prestazione della squadra. Volevamo andare il più forte possibile per mettere pressione sui nostri avversari». E la pressione, basta vedere i volti dei Csc e di Ivan Basso, c'è tutta.
Oggi quinta tappa, Chambord-Montargis: fatta apposta per il tris di Boonen, o per chi il dominio del belga in volata vuole interrompere. Ma non è detto che sua maestà Lance non lasci passare una fuga di gente e ceda, ma solo per qualche giorno, la maglia gialla. Il potere logora, e lui lo sa bene.