Zac, gli infortuni e l’arte di arrangiarsi Riecco i «vecchietti» Del Piero-Trezeguet

TorinoDel Piero e Trezeguet da un lato, Pastore e Cavani dall’altro: scontro generazionale, se ce n’è uno, nell’odierno Juve-Palermo che va vissuto come uno dei tanti spareggi che ci saranno di qui alla fine per qualificarsi alla prossima Champions League. Mal contati, fanno 68 anni da un lato e 44 dall’altro: i bianconeri, privi degli infortunati Amauri e Iaquinta (ma anche di Buffon), si aggrappano ai due vecchietti storici che in campionato hanno giocato insieme per la prima volta l’ormai preistorico 5 novembre 2000. I siciliani optano invece per la gioventù al potere: Zamparini prima o poi venderà sia Cavani che Pastore, ricavandone almeno il triplo dei 13 milioni spesi per accaparrarseli bruciando sul tempo tante big (Juve compresa) del calcio italiano e non solo. Bravo lui, ovvio, che farà cassa anche con Kjaer (classe 1989, pagato 5 milioni) ed Hernandez (1990, 3,7 milioni): la Juve potrebbe anche mettersi in fila come ha già fatto due anni fa con Amauri, alla fine strapagato per quasi 23 milioni. Si vedrà. Intanto, stasera e per il prossimo mese il numero undici bianconero rimarrà a guardare e Zaccheroni rispolvera il vecchio David, capocannoniere stagionale con otto reti (7 in campionato) e un infortunio alla caviglia destra appena dimenticato: «Non c’è nessun rischio euforia - giura il tecnico bianconero -. Semmai adesso la squadra è consapevole dei propri mezzi, pur sapendo che resta molto da migliorare, soprattutto nell'interpretazione di certi momenti di gioco». Il salto di qualità dovrebbe e potrebbe garantirlo Diego, uscito con un muso lungo così giovedì sera contro l'Ajax quando Zaccheroni lo ha richiamato in panchina per la quarta volta di fila: «Abbiamo risolto la faccenda in trenta secondi. Tutti vorrebbero giocare settanta partite all’anno: non è possibile, ovvio». Così come sulla carta non è possibile che alla Juve continuino a susseguirsi infortuni di ogni genere: «Sono troppi, è vero. Essendo appena arrivato, posso solo dire che chi si è fermato in questi giorni (oltre a Buffon e Amauri, anche Camoranesi, ndr) lo ha fatto perché condizionato da infortuni precedenti. Per un finale di stagione intenso come vorremmo avere noi però, senza volere uscire dall'Europa League, è fondamentale avere a disposizione un organico quasi al completo». Per il momento, invece, bisogna arrangiarsi con quel che resta: nel caso di Del Piero e Trezeguet, due vecchietti con ancora tanta fame di gol.