Zaccardo: «Finalmente una gioia»

nostro inviato a Palermo

La favola di Zaccardo: un gol nel suo stadio e per di più una rete che regala all'Italia la qualificazione: «È stata una serata indimenticabile, Grosso ha messo in mezzo un ottimo pallone e ci sono arrivato di nuca. Una sensazione bellissima, mi sono tolto la maglia per esultare». Per lui al «Barbera» è stata una sorta di rivincita dopo le critiche. «Ci ero rimasto un po' male ma ero consapevole dei miei mezzi. I fischi a Toni? Mi dispiace, non li meritava, se avesse segnato sarebbe andata diversamente».
Totti è stato il migliore degli azzurri ed è sempre più leader della Nazionale («ma io non mi sento così, cerco di aiutare i compagni, a volte ci riesco, a volte no», si schernisce). Alla fine riceve i complimenti di tutta la squadra, anche di Vieri che ha messo solo davanti al portiere ma ha sbagliato un gol incredibile. «Non so come abbia fatto, pensavo che fosse scivolato, invece mi ha detto di no...», dice con il sorriso il capitano della Roma. Che si gode la qualificazione. «Ho fatto una buona prestazione e l'Italia non ha sfruttato tutte le occasioni. Ma l'importante era qualificarsi per cominciare a pensare al Mondiale. E a giugno penseremo come affrontare Brasile e Argentina. Cassano? L'Italia ora è questa, senza di lui. Toni? Non mi aspettavo questa contestazione, così come inaspettato è stato il gol di Zaccardo».
Toni era il protagonista, non è riuscito a segnare. E lo stadio gli è stato ostile e lui ha applaudito in risposta ai fischi, per molti applausi ironici. «In tanti mi hanno applaudito e tanti mi hanno fischiato. Non capisco tutto quest'accanimento, non mi aspettavo la contestazione, non la merito. Dei miei due anni a Palermo ho un ricordo meraviglioso, non so se l'amore sia finito, da parte mia no. E comunque vi dico che in questi due giorni in ritiro a Mondello sono venuti a salutarmi diversi tifosi. L'Italia ha giocato una grande partita e io non sono stato condizionato dai fischi, anche se non mi ha fatto piacere essere trattato in questo modo. Sono contento per Zaccardo, è modenese come me e meritava questa grande soddisfazione perché ha subito critiche anche ingiuste».