Zagrosek rilancia Berlino: «L’avanguardia viene dall’Est»

da Berlino

Lothar Zagrosek, due volte eletto in Germania direttore dell’anno. Bavarese, classe 1942, allievo di Herbert von Karajan, Zagrosek è ora approdato a Berlino dove ha perso in mano la Berlin Symphony chiamandola Konzerthausorchster. Perché è nel Konzerthaus, la più bella struttura berlinese per complessi sinfonici, che opera un’orchestra nata nel 1952, prima che venisse eretto il muro ma poi rimasta nella Berlino est. Zagrosek alla sua prima stagione berlinese, ha continuato l’opera di rivitalizzazione del complesso, ma soprattutto del repertorio che nell’era sovietica era immolato all’Ottocento. «Qui, posso fare cose che nella più reazionaria Monaco non sarebbe possibile. Faccio programmi dove accosto il Novecento di Nono al Romanticismo di Verdi». O la Sinfonia n. 88 di Haydn, ascoltata in questi giorni, o la contemporaneità di Lachenmann che in Air, un suo brano per percussioni e orchestra, si spinge a impiegare pure ramoscelli fatti volteggiare in aria e poi spezzati. Un programma che chiudeva con il Don Giovanni di Strauss mostrando l’orchestra al completo così da apprezzarne lo spirito collettivo alla tedesca, che in musica si traduce in compattezza e unità di intenti, qualche riserva, invece, sul versante degli ottoni.
Futuristica, in sintesi, la Konzerthausorchster, sebbene qualche retaggio sovietico sia ancora duro a morire. Vive di soldi pubblici, («negli anni Novanta, quando abbiamo iniziato a inserirci in un sistema di mercato, gli sponsor erano tutti impegnati», spiegano). A catalizzare la finanza berlinese sono i Berliner che quest’anno celebrano i 125 anni, hanno avuto il gotha della direzione, Karajan, Abbado e ora Ratte, e fruito dei benefici d’appartenenza alla Germania dell’ovest. Ma ora dovranno tenere sempre più conto di questo Est che s’è risvegliato.