Zaia: "Sulle quote latte nessuna sanatoria"

Mentre infuriano le proteste di una parte degli allevatori, il ministro
spiega cosa dice davvero il suo decreto: "Altro che provvedimento per
pochi: interessa 17.200 stalle. E chi ha sforato dovrà pagare comunque&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=333038">La protesta in strada coi trattori
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Roma - Ministro Luca Zaia, gli allevatori contestano che il suo provvedimento favorisce i «furbetti della mangiatoia»...
«Macché decreto per pochi amici: ha una ricaduta su 17.200 allevatori su un totale di 40mila. Altro che gruppetto di amici...».

E quante sono le stalle gravate da multe?
«Sono 8.404: poco meno di diecimila allevatori che devono pagare un miliardo 671 milioni di euro».

I cosiddetti splafonatori...
«Esatto: e tra questi, 4.264 sono ancora in attività e producono il 25% del latte italiano».

Però l’altra accusa è quella di aver fatto una sorta di sanatoria...
«È una bugia: è un giudizio frutto di una colossale disinformazione».

Nessun condono, quindi. Chi ha prodotto più latte del consentito deve pagare?
«Ma certo! Non solo: questo decreto prevede un tasso del 6% sulla sanzione che è molto più elevato di quello previsto nel 2003. E tra i trattori in strada oggi ci sarà senz’altro qualcuno che sta pagando a interessi zero».

Insomma, costa di più mettersi in regola oggi rispetto a qualche anno fa?
«Sì e sono misure concordate con Bruxelles. Le multe sotto i 25mila euro non sono rateizzabili; quelle fino a 100mila euro lo sono in dieci anni; quelle dalle 100mila alle 300mila sono rateizzabili fino a 20 anni mentre quelle oltre i 300mila lo sono fino a 30 anni».

Be’, conveniva regolarizzare la propria posizione prima...
«Assolutamente sì ed è per questo che non capisco le accuse di aver approvato un decreto-sanatoria...».

Torniamo alle quote latte: come sono assegnate?
«La priorità ce l’hanno i detentori di quota B; poi ci sono gli affittuari e infine gli splafonatori».

Esiste ancora chi produce senza quota?
«Sì, ma sono 40 in tutt’Italia. Anche loro hanno la possibilità di mettersi in regola, pagando la multa s’intende».

E chi non paga?
«Avrà il blocco degli aiuti fino a quando non avrà saldato il suo debito. Se sarà insolvente perderà le quote assegnate e in caso di sovrapproduzione la sanzione aumenta del 150%».

Insomma, difficile fare i furbi...
«Non solo: chi ha aderito al sistema di rate del 2003 per mettersi in regola ha avuto condizioni molto più favorevoli rispetto ad oggi».

Sul fronte degli aiuti?
«Abbiamo stanziato un fondo ad hoc per gli allevatori che si trovano in difficoltà. D’altronde dobbiamo far fronte a un debito che raggiunge i 330 milioni di euro».

Possiamo mungere di più o no?
«Sì, abbiamo raggiunto un accordo con Bruxelles secondo il quale possiamo produrre 640mila tonnellate di latte in più».

Il decreto non piace neppure alle Regioni... Come mai?
«Mi risulta che non tutte le Regioni la pensino allo stesso modo: non hanno certo fatto fronte comune. C’è anche chi apprezza il provvedimento».

E neppure il fronte della protesta è tanto solido: la Coldiretti s’è smarcata...
«Ho sempre massimo rispetto per chi scende in piazza. Ma Confagricoltura e Confederazione italiana agricoltura questa volta hanno fatto disinformazione. Prendo atto che le loro strade si sono divise e che solo una categoria privilegia il dialogo».

È vero che le è stata rafforzata la scorta?
«Sì, ma non serve: gli agricoltori mi vogliono bene».