Zaia «sveste» i dipendenti: addio livrea al ministero

L’abito non fa il monaco, o meglio, l’abito non fa più il monaco. L’ha deciso Luca Zaia, ministro leghista delle Politiche agricole. T-shirt e pantaloni casual da oggi saranno ammessi anche al piano nobile dello storico palazzo che ospita il dicastero. Un edificio che, tra l’altro, compie cent’anni proprio nel 2008. Ricorrenza da festeggiare adeguatamente, tanto è vero che è già pronta l’apertura al pubblico per far ammirare i preziosi capolavori in esso contenuti. E perché no, con un piccolo cadeau anche per i dipendenti: livrea addio! «Nessuno ha il diritto di usare il lavoro di un uomo in livrea. Nessuno, per guadagnarsi il pane, deve indossare i panni della servitù. Soprattutto in un luogo pubblico. Sono certo che mio padre e mia madre, persone semplici e vigili nei costumi dei loro figli, sarebbero d’accordo con una decisione che, senza sminuire le tradizioni, vuol essere un gesto d’attenzione verso chi lavora nel ministero». E bravo il ministro. Insegna rispetto, costi quel che costi. Un suggerimento forse lo accetterà di cuore: stia in guardia. Togliere la livrea può restituire dignità a una persona, ma ritrovarselo in servizio con l’infradito e i bermuda potrebbe essere la reazione più irridente. E anche questo forse è eccessivo.