Zalayeta graziato: tolti i 2 turni di squalifica

La Corte federale accoglie l’appello del Napoli e il parere di tutti i tecnici della A: nuovi filmati di una tv mostrano una trattenuta di Legrottaglie. Tre giornate a Couto per lo sputo a Bogdani

Milano - Marcia indietro, anche velocissima. Mancano solo le scuse. Ma il «Ci siamo sbagliati» detto dalla Corte di giustizia federale, per conto del mondo del calcio, è perfin più clamoroso dei rigori regalati al Napoli contro la Juve. Marcelo Zalayeta, il «panteron» uruguayano, è stato colpevole solo per un giorno, simulatore per una notte, perché già ieri mattina i grandi nomi delle panchine di serie A (Mancini e Ancelotti, Prandelli e Spalletti) lo avevano assolto. «Quella non è e non può essere simulazione», avevano raccontato. «Zalayeta voleva saltare Buffon per non fargli male». E, infatti, tutti insieme, appassionatamente (nella difesa) hanno avuto ragione. Ieri sera la Corte federale ha pronunciato sentenza che cancella tutto, colpo di spugna sulle due giornate anche se il giocatore oggi non potrà essere in campo per una contusione al costato. Lo ha salvato l’occhio lungo di una tv napoletana, Canale 34, che ha individuato un filmato in cui si vede Zalayeta trattenuto per la maglia da Legrottaglie, appena prima di andare a saltare Buffon. Difficile stare in perfetto equilibrio in quelle condizioni, dunque più difficile dire che aveva simulato. Tranne per il giudice sportivo Tosel, che ha guardato il filmato sbagliato (Sky) e deciso con troppo furore e poco senso del gioco.
Il ricorso d’urgenza del Napoli ha aperto gli occhi ai giudici e confermato che il rigore aveva una seppur minima ragione di esistere (Zalayeta è stato sbilanciato mentre puntava verso rete). A dimostrazione che tutti si sono resi conto dell’errore, la notazione della Corte d’appello: la squalifica è stata revocata sulla base di «ulteriori filmati» acquisiti agli atti con l’assenso della procura federale, ovvero della pubblica accusa, e visionati in contraddittorio. La Corte, analizzando le nuove immagini, ha stabilito che «vi è stata una trattenuta di Legrottaglie ai danni di Zalayeta tanto da poter incidere sulla stabilità del calciatore stesso». E aggiunto: «Non può escludersi che vi sia stato un ulteriore contatto tra il ginocchio sinistro di Legrottaglie ed il piede destro di Zalayeta. La dinamica dell’azione, ed in particolare la posizione assunta dal portiere rispetto alla traiettoria di corsa di Zalayeta, era tale da impedire a quest’ultimo la prosecuzione della corsa se non scavalcando ovvero impattando con il portiere. Non può escludersi che sull’innaturale trascinamento della gamba destra da parte di Zalayeta abbiano inciso la trattenuta e il contatto».
Insomma sono state prese in considerazione tutte le situazioni, ma non era possibile continuare a sostenere la simulazione. Anzi, la Corte ricorda a tutti che non è consentito agli organi di giustizia sportiva sindacare nel merito le valutazioni di carattere tecnico dell’arbitro». Dunque, meglio darsi una calmata. Sennò ha ragione Mancini, che ha dato un consiglio a tutti: «Qui ci vuole una moviola anche per chi giudica».
E così nostra patrona la tv ha restituito il maltolto a Zalayeta, anche sotto il profilo etico. Ma si è presa la rivincita su Couto, scovato mentre sputava contro Bogdani: tre giornate di squalifica come regola vuole. E rigettato anche il ricorso d’urgenza del Parma. Su quello sputo non c’erano dubbi: Couto se ne starà in tribuna fino al 25 novembre. A ingoiar saliva.