Zambetti con la Dc Formigoni: escludo rimpasti

L'ennesima diaspora centrista è cosa fatta anche in Lombardia dove una parte dell'Udc è emigrata ufficialmente da ieri nella nuova Dc di Gianfranco Rotondi. A capo dei fuorusciti c'è l’assessore-coordinatore regionale Udc Domenico Zambetti, e il suo cambio di casacca ha già causato qualche malumore nella Lega che ne chiede la sostituzione. «Nessuno me l’ha chiesto e non ci ho mai pensato», ha precisato il governatore Formigoni, escludendo rimpasti. Per ora.
È stato lo stesso Zambetti a ribadire in conferenza stampa i tre pilastri della nuova formazione politica: «Restiamo assolutamente ancorati alla Cdl, alla candidatura a premier di Berlusconi e al progetto di Formigoni». Poi le ragioni dello strappo: «Molti uomini storici sono stati esclusi dalla vita dell'Udc e quindi la nostra è stata una scelta di identità». Il leader Dc Rotondi ha spiegato meglio in cosa consista: «La differenza fra noi e i Dc che si sono intruppati negli altri partiti è che noi siamo democratici cristiani che pensano che la Dc abbia un futuro mentre gli altri ci sono vicini negli ideali, ma per loro il partito ha solo un grande passato. Noi siamo la Dc, e abbuiamo diritto al simbolo: lo scudo crociato non c’entra nulla con Casini». A seguire ci sono i contatti con altre formazioni politiche: «Ho incontrato il principe Emanuele Filiberto e stiamo verificando se è possibile un percorso comune col suo movimento, che non è monarchico». Rotondi non esclude nemmeno un candidato Dc per le prossime comunali milanesi, «ma lo sconsiglio alla Cdl: meglio sarebbe arrivare a un accordo».
«Povera Dc: un nome così glorioso e una storia così decisiva storpiati da una operazione elettorale tentata con tanta disinvoltura da Rotondi, con gli auspici di Berlusconi, che mette insieme socialisti, Fazio, Emanuele Filiberto e il ritorno ad Arcore di Domenico Zambetti, garante Formigoni», è stato il commento di Bruno Tabacci.