Zamboni rimane oggetto misterioso

Da desaparecido alla Sampdoria a panchinaro allo Spezia. A poco più di 100 chilometri di distanza, la sostanza non cambia: Marco Zamboni resta un oggetto misterioso. Ventinove anni compiuti da poco, il difensore veronese - aquilotto da qualche mese - sta palesando in riva al Golfo dei Poeti tutto ciò che di negativo aveva indotto Walter Novellino a schierarlo, nell'arco di tutta la scorsa stagione, in sole due misere occasioni. Tanto che anche la società del presidente Ruggieri, delusa dal rendimento dell'ex reggino, sta pensando di liberarsene al più presto.
Acquistato in prestito proprio dalla Reggina nell'operazione che, a metà agosto 2005, portò in blucerchiato Emiliano Bonazzoli, «Zambo» era reduce da un'annata più che positiva sullo Stretto. Titolare inamovibile nell'undici di Mazzarri - salvatosi a fine stagione senza troppi patemi -, il centrale amaranto si tolse pure la soddisfazione di segnare i primi due gol in Serie A, il primo dei quali lo realizzò (da ex) il 6 novembre '04 in quel Reggina-Juventus divenuto celeberrimo per il fattaccio Moggi-Paparesta negli spogliatoi del Granillo. A Genova, però, le cose andarono diversamente. Problemi psicofisici si mormorava in quel di Bogliasco. Sta di fatto che, dopo settimane a scaldare panchine e tribune e a cercare una condizione atletica perlomeno accettabile, l'aitante Marco fece il suo esordio doriano soltanto l'8 dicembre '05, in Coppa Italia, al Sant'Elia di Cagliari, per poi essere ancora impiegato per una trentina di minuti in campionato, ad Udine, tredici giorni più tardi. Calzamaglia nera, pettinatura alla Ace Ventura: i tifosi blucerchiati lo ricordano così anche perché, nel prosieguo di stagione, di Zamboni in campo non si ebbe più traccia.
Per rivederlo correre sul prato verde in partite ufficiali occorre aspettare nove mesi, il turno infrasettimanale del 20 settembre scorso, quando con la maglia numero 3 dello Spezia, nel successo casalingo degli aquilotti sul Verona, «Zambo» sostituì Davide Dionigi all'ottantaduesimo minuto. Era la terza giornata del campionato cadetto. Da quella sera di fine estate altre 8 apparizioni, 3 da titolare e 5 da subentrato, 8 prove che, complessivamente, non hanno convinto né mister Soda, né il pubblico, né tantomeno la dirigenza, quest'ultima attivatasi nella disperata ricerca di acquirenti ed estimatori del difensore. Ammesso e non concesso che ne esistano ancora, l'operazione non sarà comunque semplice, appurato anche l'oneroso ingaggio che l'ormai meteora cronica Zamboni si porta appresso.