Zamparini attacca Melandri La ministra lo caccia dalla tv

Il presidente del Palermo aveva definito «incompetente» la diessina. E lei ha ottenuto di escluderlo da «Porta a porta»

Zamparini contro Melandri. L’ultimo duello rusticano tra un polemico presidente di calcio e il ministro dello sport va in onda tra un dibattito radiofonico e un salotto televisivo vietato al primo e si conclude a suon di comunicati, l’ultimo dei quali porta la firma di Bruno Vespa, titolare della trasmissione di Raiuno coinvolta nella vicenda. Uno grida «alla democrazia ferita» dal ministro prevaricatore, l’altro, Vespa cioè, sostiene i diritti del padrone di casa del salotto tv, confermando la sostanza dell’episodio, ad evitare incontri ravvicinati tra un ministro e un suo feroce critico. È uno dei tanti regolamenti di calcio in corso tra calcio e politica.
Lo scontro matura nel primo pomeriggio appena arrivano al ministero dello sport le agenzie con le dichiarazioni del presidente del Palermo. Bolla i ministri che si occupano del caso Catania con un aggettivo che non offre scampo: «Incompetenti». Maurizio Zamparini è una delle voci più frequenti di «radioradio», circuito radiofonico romano che fa il giro dell’Italia. Chiosando il vertice di palazzo Chigi, il presidente del Palermo scodella la definizione riferita ai ministri chiamati a occuparsi della guerra nel calcio, ignorando invece i dirigenti del settore lasciati fuori dal portone, residenza della presidenza del Consiglio. Due ore dopo, sbarcato a Fiumicino per partecipare alla trasmissione di «Porta a porta», riceve la telefonata di uno dei redattori della trasmissione, Roberto Arditti e con la telefonata la notizia che la sua partecipazione è saltata. «Il ministro Melandri - denuncia più tardi a giornali e agenzie lo stesso Zamparini - è intervenuto presso “Porta a porta” chiedendo la mia esclusione. Questa è la democrazia nel nostro Paese, questo lascia intendere quale sia l’apertura al dialogo critico costruttivo del nostro ministro». La nota di Zamparini si chiude con un invito rivolto «alla ancora libera stampa e agli ancora liberi cittadini italiani».
Bruno Vespa prende nota e rilancia qualche ora dopo. «Mi dispiace molto che il presidente del Palermo non possa partecipare a “Porta a porta” ma ritengo giusto che il ministro Melandri non si confronti con una persona che la definisce pubblicamente una incompetente. A “Porta a porta” accadono talvolta polemiche anche molto accese ma non è nella nostra tradizione costringere chiunque, sia esso o no un ministro, a incontrare chi l’ha offeso». Di fatto Vespa conferma l’accaduto e in qualche modo, da padrone di casa, si assume la responsabilità d’aver esaudito i desiderata del ministro Melandri. Non siamo a Sofia e quindi nessuno può parlare di editto.