Zamparini provoca: «Il Milan è vecchio Ancelotti fa miracoli»

Caro presidente Zamparini, le piace questo nuovo campionato?
«L’ho detto e lo ripeto: sono stato folgorato dal gioco della Roma. Per mezz’ora ci ha messo sotto e mostrato come si gioca bene al calcio. Ho ammirato gli automatismi perfetti espressi da una squadra sicura dei suoi mezzi e serena».
Adesso ha perso Totti però...
«Totti è sempre Totti naturalmente e l’assenza può incidere sul rendimento della squadra, ma la sua forza è il gioco e quando hai lo spartito bastano anche interpreti modesti per esaltarlo. Ho capito una cosa, quella domenica: per non soffrire la Roma bisogna giocare con 5 centrocampisti».
L’infortunio di Totti è la conseguenza di una stagione intasata di partite. Voi presidenti non dite niente?
«Si gioca tanto anche in Inghilterra e non mi pare che ci sia da quelle parti la strage di calciatori segnalata da noi. Il problema è un altro».
Quale, scusi?
«Va rivisto e rinegoziato il rapporto con le nazionali. Pensi al caso del Palermo: abbiamo Bresciano, nazionale dell’Australia. Tutte le volte che viene convocato deve sottoporsi a un viaggio di andata e ritorno di 20 ore ciascuno. Le sembra possibile tutto questo per una amichevole? Bisogna sedersi al tavolo con Blatter, il capo della Fifa, e riscrivere le regole d’ingaggio dei calciatori che vengono pagati dai club e sfruttati dalla nazionale».
Ha idea di cosa succeda all’Inter?
«Dal punto di vista tecnico, niente di straordinario. La sua forza è costituita dalla spina dorsale composta da Materazzi, Vieira, Ibrahimovic e Stankovic: due sono fuori gioco per infortuni, uno va così così, l’altro, Stankovic, fuori forma. Dal punto di vista del rapporto critica-squadra, rilevo solo il peccato originale degli interisti: essersi presentati come verginelle, sapendo che di verginelle non ce ne sono».
Come spiega l’allergia del Milan al campionato?
«Io giudico strepitoso quel che Ancelotti è riuscito a cavar fuori da un gruppo di giocatori di gran classe, ma anche datati. Segno che ha gestito benissimo le sue risorse e che i suoi giocatori hanno preparato con tensione unica gli appuntamenti decisivi».
Come mai il Palermo non vince in casa?
«Perdere con la Roma ci sta, pareggiare col Toro invece no. Il motivo è semplice, quasi elementare: il Palermo, al contrario della Roma, non è una squadra serena».
Si è accorto che Barzagli, in nazionale, al fianco di Cannavaro, rende di più?
«E non non mi meraviglio. Avere al fianco un grande leader è un vantaggio. Piuttosto mi meraviglio del fatto che Barzagli sia sottovalutato. E ringrazio la Juventus che non me lo ha portato via».
Lei passa per un intenditore di calcio e di giovani: è sicuro di aver pescato giusto in estate?
«Ho un solo rimorso, si chiama Hamsik, centrocampista del Brescia passato al Napoli. Il suo presidente, Corioni, mi ha tempestato di telefonate, mi ha scongiurato di prenderlo. Il mio diesse Foschi ha preso tempo: in passato Caracciolo e Agliardi, i due acquisti presi dal Brescia, non hanno funzionato. E allora abbiamo dormito. Onore invece a Marino che ha portato a casa un campioncino».
Hamsik a parte, c’è un altro giovane per il quale fare follie?
«Non far giocare Aquilani in nazionale è una bestemmia».
Caro Zamparini, lei è favorevole a Collina designatore: ha la febbre?
«Se ha maggiore coraggio nelle designazioni, è meglio. Sta facendo maturare un bel gruppo di arbitri. È nel palazzo che invece il ricambio naturale non avviene, sono sempre tutti lì, a cominciare da Matarrese».
E Colantuono come si comporta?
«Ha pregi e difetti. Cominciamo dal primo: ha un eccellente rapporto con lo spogliatoio. Secondo: è un allenatore. Altra qualità: sa ascoltare e, al contrario di Guidolin, non è permaloso».