Zamparini: «La Samp l’ha spuntata solo grazie alla signora Bonazzoli»

Paola Balsomini

C'è un vecchio detto, e si sa che i proverbi hanno sempre ragione, che dice «Tra moglie e marito non mettere il dito». Il marito è Emiliano Bonazzoli, il dito è quello del presidente del Palermo Maurizio Zamparini. Lui, vulcanico patron rosanero, ha costruito una squadra da scudetto, guardando anche oltre le annunciate sentenze di «calciopoli». Dovrebbe, insomma, essere un numero uno soddisfatto e invece a mettere i bastoni tra le ruote alla campagna acquisti dei siciliani sono state due consorti. «Con le mogli non sono fortunato», protesta Zamparini. Soprattutto con quelle di Bonazzoli e Koller. Ma andiamo con ordine. Succede che quando viene chiesto a mister Emmezeta quale sia stata la più grande delusione dell'estate, la risposta è quantomeno inattesa: «Bonazzoli, certamente - tuona Zamparini - lo avevamo già preso, avevamo chiuso la trattativa (metà del cartellino era del Parma metà della Reggina ndr) ma sua moglie aspetta un bimbo e così Bonazzoli non ha voluto accettare di trasferirsi lontano da Brescia, dove vivono tutti i suoi familiari». Zamparini sembra proprio arrabbiato: «Va tutto bene, per carità, ma trattandosi di un calciatore penso che il Palermo ora possa essere un club più appetibile di quello sampdoriano».
Non l'ha presa bene, questo è certo. Anche perché i trascorsi tra Zamparini e la Sampdoria non sono dei migliori: prima è stata tirata in ballo Sampdoria-Palermo della stagione '04-'05 per presunti torti ai rosanero, poi il tecnico Walter Novellino ad aprile gli aveva risposto «no grazie» all'ipotesi di trasferirsi in Sicilia. Senza contare i problemi sorti per il trasferimento di Diana, che all'inizio della trattativa aveva rifiutato un ingaggio di un milione di euro.
E ora Bonazzoli, anzi la consorte (proprio come la moglie di Koller) con bebè al seguito, hanno preferito Genova. Genova e Moena, anche se la visita al marito sarà consentita soltanto nel giorno di riposo.
Regole ferree, per il ritiro che è cominciato ieri in Val di Fassa; a cominciare dagli orari mattutini: sveglia prima delle otto, abbondante colazione, allenamento, riposino, ancora allenamento, libera uscita per una breve passeggiata in paese. Poi la cena e ancora libera uscita: si deve tornare in albergo intorno alle 22.30-23 al massimo. In questo caso non esiste un controllo, ma è chiaro che ogni giocatore dovrà limitarsi secondo coscienza. Altra regola: vietato fumare, negli spazi comuni dell' albergo, nello spogliatoio, mentre una sigaretta potrà essere gustata soltanto in camera. Ieri nel primo giorno di lavoro, tutto è andato secondo i piani, con la squadra che alle 17 ha svolto, già davanti ai soliti appassionati al seguito di Flachi e compagni, il primo allenamento della stagione. Novellino sta conoscendo i nuovi, che sono tanti, ben 11, compreso Delvecchio che potrebbe ancora partire, ma che non è nemmeno escluso che rimanga. Lavoro ovviamente differenziato per Bazzani, mentre Vieri, nonostante fosse atteso in ritiro con la squadra, ha preferito rimanere, d’accordo con la società, a Genova (la riabilitazione è effettuata tra Chiavari e Milano) per proseguire le cure a causa del ginocchio malandato.
Ma prima di partire per la Val di Fassa c'è stato spazio anche per un saluto a Gianluca Pessotto, il team manager della Juventus ancora ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Il pensiero è partito da Walter Novellino che gli ha spedito una commovente lettera: «Caro Gianluca vinci ancora. Qualche giorno fa ho visitato la tomba di Padre Pio, ho pregato perché il giocatore che ho sempre ammirato, l'avversario che ho sempre stimato, l'uomo che ho sempre apprezzato possa tornare a sorridere. Gianluca vinci ancora perché abbiamo tutti bisogno di te, del tuo sorriso della semplicità, del tuo modo di stare nel nostro mondo», recita uno stralcio della missiva.
Capitolo mercato. La società lavora per un esterno e un difensore. Ormai la cerchia di nomi si è ristretta a due: il giovane del Bordeaux Faubert e Martin Jorgensen, che però la Fiorentina potrebbe cedere in prestito in caso di condanna definitiva alla serie B. In questo caso la Sampdoria sarebbe certamente ben disposta a pagare soltanto l'ingaggio ad un elemento di sicuro affidamento, che nell'ultima stagione ha totalizzato 36 presenze e 7 gol.