Zamparini si dimette «Elezione irregolare»

Gian Piero Scevola

L’aveva preannunciato qualche giorno fa: si sarebbe dimesso in agosto, ma da ieri Maurizio Zamparini non è più il vicepresidente vicario della Lega. «Me ne vado, perché la mia elezione è stata frutto di un’azione illegale, sento la necessità di un mondo del calcio pulito. Io ho fatto il primo passo, spero che anche gli altri seguano il mio esempio». Così Maurizio Zamparini ha commentato la improvvisa decisione di dimettersi. «Il male del calcio sono i dirigenti che fanno gli interessi per tre squadre, con la stampa che è asservita. Il 23 marzo 2005 la mia elezione era stata il frutto di una mediazione fra i rappresentanti delle squadre forti (Milan, Juve, Inter, seguite da Lazio e Roma), che volevano eleggere quale presidente di Lega Adriano Galliani, e i rappresentanti delle società medio-piccole, nelle persone di Della Valle, Garrone, Semeraro, Zamparini, Cellino e altri, che volevano un presidente esterno con garanzie di assoluta mancanza di conflitto di interessi. La mediazione era nata dalle fortissime pressioni delle società dominanti fatte sulla serie B e altre squadre minori di A per favorire l'elezione di Galliani, e dalla resistenza delle nostre società medio-piccole, che volevano appunto un presidente di garanzia ed equità per tutti. I fatti degli ultimi giorni hanno dimostrato che tali pressioni erano svolte da un gruppo di potere che organizzava in maniera illegale quasi tutte le funzioni espletate dal e nel sistema calcio».
«Ritengo perciò la mia elezione non regolare - continua -, anche se da parte mia accettata con la massima trasparenza poiché frutto di una mediazione con una controparte che all'epoca consideravo leale e corretta e che i fatti hanno dimostrato in malafede». E sul neocommissario, Guido Rossi: «Mi dicono sia bravo, ma al suo posto avrei fatto una visita in Lega, per sentire i pareri di noi presidenti. Per la giustizia sportiva credo si agirà in tempi celerissimi, con le carte che hanno in mano se vogliono chiudono in una settimana. Il campionato inizierà regolarmente, così mi auguro». Le dimissioni di Zamparini saranno discusse nel Consiglio programmato per il 12 giugno, ma hanno scatenato la reazione dell’Inter che le ha ritenute «aggressive, gratuite e inaccettabili». Da parte sua Massimo Moratti si è dichiarato «prima incuriosito e ora nauseato» da quanto sta emergendo nel calcio.