Zanda: «Prima bisogna chiarire com’è stata gestita la concessione»

da Roma

Senatore Zanda, lei ha chiesto ad Autostrade per l’Italia di rendere pubblico il contenuto della relazione svolta da Vito Gamberale nell’ultimo cda. Ci sono quindi delle valutazioni negative da mettere in evidenza.
«È un elemento necessario di trasparenza. Io non giudico l’operazione, ma solo come è stata gestita la concessione. Però ci sono tre aspetti da chiarire. In primo luogo, non conosco altre grandi società europee con due presidenti e due vicepresidenti. In secondo luogo, vorrei capire perché la sede sarà spostata a Barcellona, in quanto la fiscalità più favorevole non esaurisce l’argomento. In ultima istanza, bisogna chiarire quale discontinuità ci sarà rispetto al modo in cui è stata gestita una concessione che produce utili, mentre la gestione degli investimenti è stata oggetto di rilievi da parte dell’Authority dei Lavori pubblici. La società ha ricavi per miliardi di euro, ha intenzione di distribuire un extradividendo e non fa gli investimenti necessari. Serve una spiegazione».
Lei ha fatto riferimento alla possibilità di revocare la concessione in caso di inadempienze prima del presidente dell’Anas Pozzi.
«La convenzione prevede delle sanzioni, ma prima è necessario verificare come è stata applicata. Parliamo di un comparto importante per lo sviluppo del Paese. Alle autostrade gestite dall’Iri l’Italia deve gran parte del suo benessere. L’Anas è sempre stata una fucina di tecnici di alto livello. Si tratta di una concessionaria pubblica di grande livello che deve mettere al centro della sua azione lo spirito del bene pubblico. È in gioco il futuro del Paese».
Il centrosinistra ha inserito nel suo programma l’istituzione di un’Authority delle Reti che presieda a queste problematiche. L’Anas può continuare a svolgere il doppio ruolo di concedente e di regolatore?
«L’istituzione di un’Authority regolatrice del sistema dei trasporti è un nostro obiettivo. Ma si tratta di un soggetto nuovo e l’iter parlamentare ha i suoi tempi. L’Anas, nel frattempo, potrebbe continuare a svolgere bene la sua attività di controllo».
Ma Autostrade è veramente un monopolio privato nato da una politica di privatizzazioni sbagliata?
«Io sono contro tutti i monopoli, di qualunque natura essi siano. Tuttavia ritengo peggiore un monopolio privato di un monopolio pubblico».