Zanicchi: "Bonolis non mi ha protetto"

La cantante: "Sapeva che Benigni mi avrebbe presa in giro Doveva farmi esibire prima, o almeno presentarmi meglio". Lo sconforto: "Ero a pezzi, stavo per mollare tutto e tornare a casa"

Sanremo - Lei dice: «Ho ancora la pelle d’oca adesso». Poi si sfiora il braccio in cerca di conferme e spiega meglio: «Ero nei camerini quando ho sentito Benigni che sul palco mi dava della porcona e quasi mi sono sentita male. Certo, fossi stata a casa seduta sul divano, mi sarei pure divertita. Ma lì, accidenti, stavo per cantare all’Ariston!». Intanto la Zanicchi ci fa una risata sopra. Però c’è rimasta male dopo quella benignata che un po’ ha determinato la sua eliminazione. Riassunto: monologo di Benigni davanti a più di quindici milioni di telesanremesi, accenni alla virata porno della Zanicchi e subito dopo l’ingresso della cantante con la canzone incriminata. «E per di più pure Bonolis ci sghignazza sopra e mi presenta al pubblico con un sorrisetto compiaciuto».

Ma che cosa c’entra Bonolis, signora Zanicchi?
«Per carità, dopo l’episodio lui ieri mi ha carinamente invitato sul palco dell’Ariston a spiegare che cosa era accaduto. Ma io non ho voluto andarci, mica c’era qualcosa da chiarire. Quello che è successo, è successo».

Però quando l’ha presentata lunedì sera...
«Beh, mi aspettavo che dicesse: va bene, abbiamo riso e scherzato, ma ora ascoltate con attenzione questa canzone».

Non l’ha fatto.
«Avrei voluto piangere. Lì mi è venuta voglia di prendere le mie carabattole e scappare a casa».

In fondo la colpa è di Benigni.
«Ma lui fa il suo lavoro. E poi lo amo. Sono stata ad ascoltare il suo Dante a Milano e mi ha incantata. Poi sono andata a salutarlo e lui mi ha cantato Come ti vorrei. Un angelo».

Però qui ha fatto il patatrac.
«Quelli dell’organizzazione sapevano che lui avrebbe preso di mira me e Povia per le nostre canzoni e avrebbero potuto anticipare il mio passaggio. Insomma, avrei potuto cantare prima di Benigni, mica dopo, sorbole!».

Anche lei avrebbe potuto aspettarselo: a Sanremo cantare il sesso tra una signora e un ragazzo più giovane equivale ad accendere la miccia.
«Quando ho accettato di cantarla, mio marito m’ha detto: “Ma sei sicura”? A me è piaciuta e ho deciso di farla. Parla di una fase della vita che tante donne vivono o vorrebbero vivere. Inutile essere ipocriti, parliamo delle cose come stanno, che male c’è?».

Ma è autobiografica?
«Ma va là, io sono sposata da venticinque anni con un uomo meraviglioso e non l’ho mai tradito».

Però, signora Zanicchi, lui è incorreggibile. A Sorrisi.com ha detto: “Mina deve smettere di rompere le scatole”.
«Ma solo perché tutti hanno il desiderio di vederla dal vivo. Lei fa bene a fare la castellana ma è talmente grande che dovrebbe far vedere che ha le rughe come tutte noi, io sono donna e queste cose le conosco».

Lei è donna ma anche europarlamentare del Pdl.
«E che c’entra questo?»

Qualcuno ha detto che il pubblico può essersi sentito tradito dalla sua canzone.
«È stato Cecchi Paone a dirlo».

Ha accusato: la gente l’ha votata per andare a Strasburgo, non per cantare di sesso a Sanremo.
«Credo che ci sia rimasto male perché quando Mario Mantovani è entrato al Senato, lui si aspettava di prendere il suo posto. In poche parole, io ero la prima dei non eletti e lui il secondo. Gli ho anche detto: vai tu. Poi dall’alto mi hanno chiesto di andarci io ed è finita come è finita».

Dopo Benigni, qualcuno l’ha chiamata?
«Macché, mi sarei aspettata che qualcuno della mia parte politica si facesse sentire. Invece zero. Silenzio assoluto. Ho quasi avuto più solidarietà da quelli di sinistra».

E adesso?
«Stasera sarò sul palco con gli altri cinque eliminati e aspetto di sapere se sarò ripescata. Intanto posso dire che questo sarà il mio ultimo Sanremo. Ne ho vinti tre e avrei voluto chiudere meglio di com’è andata finora».