Zapatero paga gli immigrati per andarsene

da Madrid

Dopo le espulsioni dei clandestini arrivano gli incentivi per il reimpatrio degli immigrati regolari. L'esecutivo Zapatero, che nel 2005 legalizzò circa un milione di clandestini, proporrà presto ai lavoratori stranieri in situazione regolare - ma attualmente senza lavoro - di riscuotere in un colpo solo tutti gli aiuti di disoccupazione se questi abbandonano la Spagna e rinunciano ai permessi di soggiorno e lavoro. La misura è stata illustrata ieri dal ministro del Lavoro Celestino Corbacho sul quotidiano El País.
Corbacho vorrebbe iniziare i pagamenti già dal prossimo mese e calcola di rimandare a casa più di un milione di stranieri, contando le famiglie dei lavoratori. A chi accetterà di lasciare la Spagna verrà pagato il 40% dell'ammontare prima della partenza e il resto all'arrivo nel proprio paese. Per tre anni i lavoratori si impegneranno a non tornare più nel paese iberico. Dopo quella data potranno fare domanda di rientro, ma l'amministrazione si riserverà il diritto di accettarla. Se saranno passati invece cinque anni, il governo assicura che ne terrà conto quando assumerà lavoratori direttamente nel paese d'origine. Chi sarà richiamato in Spagna recupererà il permesso di soggiorno.
La mossa dell'esecutivo socialista punta ad allontanare tutti quei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro per colpa del forte rallentamento dell'economica nazionale, in particolare quelli impiegati senza qualifica nell'edilizia, un settore in piena crisi. Ma chi riuscirà a tornare in Spagna si scontrerà probabilmente con un'altra proposta di Corbacho: il restringimento del ricongiungimento familiare. Il titolare del dicastero vuole infatti eliminare la possibilità di ricongiungersi con genitori e suoceri. Secondo lui il paese non si può permettere di accogliere anziani che non lavorano e gravano pesantemente sul servizio sanitario nazionale.