Zapatero rispedisce a casa 5mila clandestini

Il governo spagnolo: «Vogliamo lanciare un forte messaggio per dissuadere chiunque volesse emigrare illegalmente»

Roberto Pellegrino

da Madrid

Lo aveva giurato e promesso, senza troppi giri di parole, proprio un mese fa, quando la crisi dei clandestini sbarcati alle Isole Canarie aveva dato una spallata alla politica troppo permissiva di José Luis Rodriguez Zapatero. Così, per commentare i quasi 2.000 immigrati approdati in meno di 48 ore, era intervenuto il numero due del governo, Maria Teresa Fernandez de la Vega, per annunciare che la situazione era radicalmente cambiata, perché le maglie dovevano essere strette e, quindi, bisognava procedere alle espulsioni. «Tutti coloro che entrano in Spagna illegalmente - aveva dichiarato il vicepremier - prima o poi se ne devono ritornare al loro Paese». Detto e fatto, ieri il ministero degli Interni ha comunicato i dati ufficiali della nuova politica spagnola sugli immigrati irregolari: dal 18 settembre a oggi 2.248 clandestini di nazionalità senegalese hanno dovuto abbandonare il centro di accoglienza di Fuerteventura per essere rimpatriati. Le autorità spagnole hanno utilizzato dodici voli, tre alla settimana, per procedere al rimpatrio.
Tuttavia le operazioni di espulsione non si fermano qui ed entro la fine di ottobre, secondo le fonti del ministero degli Interni, saranno 5.000 i clandestini espulsi. «Con questa operazione vogliamo lanciare un forte messaggio per dissuadere chiunque volesse emigrare illegalmente verso la Spagna», era scritto in un comunicato diffuso ieri e firmato dal ministro degli Interni Alfredo Pérez Rubalcaba. Sempre secondo i dati del ministero degli Interni, dall’inizio dell’anno sono più di 15mila i cittadini africani rimpatriati e espulsi, di cui la maggior parte di nazionalità marocchina e senegalese.
Un cambio radicale che si è reso obbligatorio anche davanti ai casi di violenza verificatisi nei centri di accoglienza di Fuerteventura, dove erano scoppiate alcune rivolte tra clandestini e agenti di polizia a causa dell’eccessivo sovraffollamento: gli uomini della Guardia Civíl, in numero inferiore, avevano faticato a riportare l’ordine nel centro di accoglienza e avevano richiesto rinforzi a Madrid.
Inoltre, nell’ultimo mese, con l’intensificazione della vigilanza delle coste occidentali dell’Africa, la Guardia Civíl ha intercettato e fermato 50 imbarcazioni con a bordo un totale di 2.300 persone, tra donne e bambini che si aggiungono ai 10mila clandestini che, negli ultimi tre mesi, sono stati fermati a terra e detenuti nei centri.
Ieri a Madrid, durante un dibattito parlamentare, Antonio Camacho, segretario di Stato per la Sicurezza, parlando davanti ai deputati ha comunicato che «negli ultimi nove mesi abbiamo smantellato venticinque organizzazioni criminali che trafficavano con emigranti della fascia subsahariana e rispetto al 2001, i voli per rimpatriare gli espulsi sono aumentati del 17 per cento». E se il 2001 era stato per il governo di Madrid l’anno nero per la crisi dei clandestini con 18.500 stranieri sbarcati sulle coste spagnole, gli attuali numeri comunicati dal ministro degli Interni, non sono di nessun conforto per Zapatero: dall’inizio dell’anno sono sbarcate illegalmente alle Canarie più di 27mila persone. Camacho ha spiegato anche che da quando sono aumentati i pattugliamenti delle coste spagnole affacciate sull’Africa occidentale, le rotte migratorie dei clandestini sono cambiate. Se, infatti, prima il traffico di uomini interessava maggiormente la regione di Casamance, al sud del Senegal, ora si sta intensificando il flusso di disperati dal Gambia e dalla Guinea-Bissau. «I sistemi di navigazione satellitare delle imbarcazioni captati dai radar della Guardia Civíl - ha detto Camacho - ci indicano che ora i clandestini navigano in mare aperto per 200 o 300 miglia nautiche, partendo da sud del Senegal, passando per le acque di Capo Verde che sono controllate dalla fregata portoghese «Baptista de Andrade», la quale opera in base al piano di controllo dei flussi immigratoria della Agencia Europea Frontex».