Zarate e Hamsik, i cugini del gol...

È vero, l’1-4 è un po’ bugiardo. Perché per tutto il primo tempo della Lazio non s’è vista l’ombra e difesa e centrocampo hanno regalato perle di desolazione da lasciar senza parole. Per dirne una, l’esordio di Carrizo e la sua interpretazione del ruolo per così dire alla sudamericana hanno riportato alla mente i drammatici fasti di Muslera (più d’uno ha chiesto notizie di Ballotta...). E garantito alla tifoseria un intervallo da incubo. Domanda d’obbligo (con annessi scongiuri): ma vuoi vedere che quest’anno va anche peggio dello scorso campionato? E invece no. Perché piazzarne quattro in trasferta - seppure con il viatico di un rigore (netto) con tanto di espulsione (generosa) - è pur sempre risultato di tutto rispetto. E perché Zarate s’è presentato con un gol d’antologia, che l’avesse segnato un giocatore dell’Inter, del Milan o della Juve ce lo farebbero rivedere a ciclo continuo per tutta la settimana. Insomma, un buon inizio. Perché le capacità tecniche ci sono (vedi anche Lichtsteiner) e un certo carattere s’intravede. Eppoi che dire? Sarà un segno che nell’esatto istante in cui Zarate ha piazzato il pallonetto del 1-2, l’Olimpico s’è goduto la rovesciata di Hamsik? Ma no, certo che no.