Zarate non dimentica la sua promessa «Un gol alla Roma? No, ne segno due»

Roma Quando sbarcò a Roma, la prima frase di Mauro Zarate ai tifosi fu: «Mi chiedete un gol nel derby? E perché non due?». Da allora di strada l’argentino ne ha fatta molta. E l’occasione per tenere fede a quella promessa è arrivata. Nella Lazio d’assalto in campo stasera, Zarate è una delle frecce del tridente che finora ha regalato ai biancocelesti 15 dei 20 gol segnati. «L’argentino è un giocatore interessante, che ha carattere ed è bravo nell’uno contro uno», l’elogio di Spalletti che teme molto la velocità dell’attaccante. Ma anche dello Za-Pa-Ro, come è stato ribattezzato il terzetto laziale completato da Pandev e Rocchi, che alla Roma ha già segnato quattro reti e insegue il record laziale di Silvio Piola (6).
Delio Rossi non parla prima del derby (forse per scaramanzia, dimostrando però un atteggiamento troppo provinciale). Così la voce ufficiale della vigilia a Formello è quella di Cristian Brocchi. Che sogna di essere «l’uomo in più, il giocatore decisivo» e si sofferma sull’atmosfera della stracittadina della Capitale. «Per le sensazioni posso paragonarlo al primo euro-derby di Champions con l’Inter quando vestivo la maglia rossonera - il paragone del centrocampista -. In quel caso la preparazione fu diversa, più intensa e sentita. Parlando con le persone di questa città, ti rendi conto di cosa vuol dire il derby a Roma».
Quello di stasera, per la Lazio, ha il sapore di un salto di qualità da compiere in una stagione iniziata da protagonista, anche se con qualche colpo a vuoto (Milan, Bologna e Napoli) che ne ha rallentato il cammino verso la vetta. «Il valore della Roma non si discute - precisa Brocchi -, mi ricorda il Milan dell’anno scorso. Ha grandi giocatori e vorrà sicuramente vincere per provare a risorgere. Ma noi stiamo lavorando per diventare grandi».
Stessa voglia e stessa grinta, dunque, degli avversari. Con il ricordo dell’ultimo derby vinto al 92’ quando la classifica sorrideva più ai romanisti che ai laziali. Stavolta la situazione è inversa: mai il presidente Lotito aveva vissuto una stracittadina così in alto, anche negli indici di gradimento dei suoi tifosi. E l’atteggiamento della Lazio sarà quello solito: squadra votata all’attacco con l’unico dubbio a centrocampo tra Dabo e Mauri. Il francese offre maggiore equilibrio, ma ieri Rossi ha provato l’ex udinese dalle caratteristiche più offensive. Che Rossi voglia osare più di quanto non ci si aspetti?