Zarate-Rocchi coppia gol ma è tutto inutile

Spetta all’Udinese il quarto posto e l’ultimo vagone della Champions league. Meritato, da cima a fondo, meglio dirlo subito, senza ipocrisie, malgrado sia stato ottenuto per differenza reti sulla Lazio (decisivo il 7-0 rifilato al Palermo). Meritato anche nell’ultimo atto quando il Milan onora il campionato e il suo scudetto fresco. Già perché i rossoneri comandano nel primo tempo ma rischiano di finire sotto nella ripresa. Di Natale concede la gloria ad Amelia, Inler centra una traversa-palo inventando un pallonetto incredibile. È tutta vera quest’ultima sfida che vede anche Roma, il terzo portiere, debuttare (ultimi minuti) in campionato. Guidolin può fare festa e ballare. Solo Pato se ne resta triste y malinconico nello spogliatoi con una spalla dolorante.
Il Milan non ha voglia di collezionare una brutta figura. E lo dimostra lungo tutto la prima frazione apparecchiando almeno quattro golose occasioni da gol e mettendo al muro l’Udinese che sembra schiacciata dalle tensioni e incapace di procurare apprensione alla difesa rossonera. In tal senso la punizione di Di Natale (palo esterno scheggiato) è l’unica emozione procurata allo stadio stracolmo. Il resto è merito esclusivo delle notizie che provengono da Lecce. Il Milan sta raccolto a modo suo per poi ripartire all’improvviso e ha voglia di misurare il talento del debuttante assoluto (lo spagnolo Didac Vila, esterno sinistro di difesa), per esempio: i primi giudizi sono positivi e attribuiscono al giovanotto una bella corsa e anche una giusta attenzione nel chiudere i valichi che si aprono alle sue spalle. L’altro osservato speciale della serata milanista è Antonio Cassano alla ricerca di maggiore credito e di un futuro da protagonista. Il suo problema numero uno è la condizione fisica non esaltante e qualche chilo di troppo che ne appesantiscono la sagoma. I piedi sono quelli di sempre: distribuisce tocchi deliziosi (destinati quasi sempre a Pato cercato con insistenza) e anche qualche lancio ispirato dei suoi (tipo a Boateng) che consentono ai campioni d’Italia di sfiorare più volte il bersaglio. Se leviga il fisico e tiene al guinzaglio i suoi umori balzani, può diventare una pedina decisiva della prossima stagione, Champions compresa.
Il cambio all’intervallo (compromesso tra un piccolo acciacco muscolare e l’ammonizione rimediata in precedenza) tra Van Bommel ed Emanuelson consente a Seedorf di chiudere il suo strepitoso primo semestre 2011 da regista, che è poi la sua vocazione più autentica. Potete scommettere: sarà uno degli argomenti del prossimo vertice con Allegri, dedicato appunto alla fiducia riposta nello stagionato olandese che ha una discreta auto-stima, per usare un eufemismo. La fortuna di Seedorf è che alle sue spalle Thiago Silva non ha nessuna voglia di concedere sconti o regali ai friulani e se Abate, per esempio, si ferma per strada a reclamare chissà cosa, beh il brasiliano provvede a districare la matassa.Il celebrato Sanchez riesce a procurarsi a fatica quei varche che gli hanno consentito di guadagnarsi l’interesse di Inter e City, disposti a sborsare cifre importanti per schiodarlo dal Friuli. A pochi rintocchi dalla fine, il suo dribbling su Seedorf procura il rigore fallito dallo specialista Di Natale. Anche Amelia, preferito ad Abbiati dopo il riscaldamento (ginocchio ballerino) ha qualche conto in sospeso da saldare: all’andata prese quattro gol guadagnandosi una fama non esaltante, ieri sera coglie l’occasione per frenare un paio di stoccate di Di Natale e Sanchez e per regalarsi una prodezza straordinaria (rigore di Di Natale deviato sul palo). È lui, proprio lui, il capocannoniere della serie A, che nega all’Udinese lo sfizio del successo. L’unico dispetto del Milan è quel crac alla spalla sinistra (lussazione) di Pato, maturato a capo di una banale collisione con Zapata: il brasiliano esce in lacrime, mentre Galliani e Braida si interrogano affranti. Alla fine altre lacrime, ma di gioia, per l’Udinese europea. E Pirlo portato in trionfo dai suoi compagni.