«Al Zarqawi chiede a Bin Laden di trasferirsi in Irak»

E in un nuovo video un guerrigliero con accento australiano minaccia: «Voi ci bombardate e noi vi bombarderemo»

da Dubai

Mentre Al Qaida continua a combattere la sua guerra mediatica con l’ennesimo video minaccioso, nuove indiscrezioni svelano gli ultimi piani di Osama Bin Laden e i suoi spostamenti. Il sito israeliano Debka, vicino a fonti dei servizi segreti israeliani e all’antiterrorismo, riferisce che il capo di Al Qaida avrebbe deciso di lasciare il suo covo in Afghanistan per raggiungere l’Irak. Se la notizia fosse confermata, significherebbe che la guerriglia è pronta a una nuova offensiva contro l’esercito americano. Sulla base della lettura di segnali in codice rimbalzati di recente tra gli esponenti dell’organizzazione terroristica in Medio Oriente e comparsi su alcuni siti Internet, l’arrivo di Bin Laden sarebbe previsto per la seconda metà di settembre, in concomitanza con l’inizio del mese sacro dei musulmani, il Ramadan. A convincerlo - emerge dai messaggi intercettati - sarebbe stato il rappresentante di Osama in Irak, Abu Musab al Zarqawi, che vuole rafforzare la guerriglia prima di «lanciare un’offensiva il cui raggio di azione e importanza compete con l’operazione del settembre 2001».
Intanto ieri l’ultimo video attribuito ad Al Qaida è stato mandato in onda dalla tv satellitare Al Arabiya. Ancora una volta un filmato infarcito di appelli ai musulmani perché si uniscano alla jihad. Coperto da un passamontagna nero, con un kalashnikov stretto fra le mani e sullo sfondo una foresta, un miliziano ha pronunciato in perfetto inglese nuove - ma ormai abituali - minacce all’Occidente, a sei giorni esatti dal proclama lanciato dal vice di Osama Bin Laden, Ayman Al Zawahiri. «Come voi bombardate, così sarete bombardati», ha intimato il mujaheddin, puntando l’indice della mano destra contro la telecamera. Ma è solo l’apice del discorso pronunciato dall’integralista, che torna a citare i «nemici» Bush e Blair, chiedendo con aria intimidatoria ai popoli dell’Occidente di non seguire «i falsi ideali di libertà e democrazia» piegati al potere economico delle grandi multinazionali.
Un monito accompagnato da immagini inequivocabili, che mostrano un campo di addestramento in Afghanistan e - ancora più inquietante - il Chinook, l’elicottero militare americano abbattuto nella provincia orientale del Kunar il 28 giugno scorso. Il filmato - dal titolo «La guerra degli oppressi» - è suddiviso in tre parti e descrive quella che appare la vita quotidiana di un gruppo di jihadisti di diversa nazionalità, compreso qualcuno dai chiari tratti pachistani.
Secondo il ministro degli Esteri australiano Alexander Downer l’accento australiano del terrorista è riconoscibile, ma l’ultima parola spetta ora agli esperti: «Daranno un’occhiata al video, così come stanno facendo i loro colleghi nel Regno Unito».