Al Zawahiri a Bush: «Ammetti la tua sconfitta»

«Sei stato battuto in Irak, in Afghanistan e presto lo sarai anche in Palestina». Sono undici i soldati americani uccisi giovedì

da Bagdad

All’indomani degli attentati di Kerbala e Ramadi, che hanno causato più di 120 persone, è arrivato un nuovo video - trasmesso ieri dalla tv satellitare del Qatar al Jazeera - con un messaggio del numero due di al Qaida, il medico egiziano Ayman al Zawahiri. Il braccio destro di Osama bin Laden ha chiesto al presidente americano George W. Bush di ammettere la sconfitta in Irak, prova della quale, ha detto, è l'annunciato piano di ritiro delle truppe statunitensi. Tranquillo, rilassato, in tunica grigia e turbante bianco, al Zawahiri ha anche criticato il movimento islamico dei Fratelli musulmani in Egitto che, partecipando alle elezioni indette dal presidente Hosni Mubarak, «ha fatto il gioco degli americani».
Zawahiri, come al solito, è apparso seduto, con il kalashnikov accanto. Al Jazeera ha annunciato che il video ha la data dell'undicesimo mese lunare musulmano, cioè dicembre. «Bush, ammettilo, sei stato sconfitto in Irak, in Afghanistan e presto lo sarai anche anche in Palestina, Inshallah», ha affermato l’egiziano, che ha aggiunto: «Mi congratulo con i musulmani per la vittoria dell'Islam in Irak. Io l’avevo detto, oltre un anno fa, che la partenza degli americani sarebbe stata solo una questione di tempo». Il capo della Casa Bianca aveva comunicato mercoledì che una riduzione delle truppe statunitensi è possibile nel 2006, ma che la decisione sarà presa dai militari e non in base a un calendario politico imposto da Washington.
Al Zawahiri, rivolgendosi direttamente al presidente statunitense, guarda fisso nella telecamera e dice in tono rabbioso: «Se le tue truppe con i loro aerei, missili, carri armati e flotte soffrono, perdono sangue e stanno cercando una via d'uscita dall'Irak, pensi che possano resistere i tuoi ipocriti lacché blasfemi (l'allusione è al governo iracheno, ndr), là dove è fallita quella che viene definita la più grande potenza del mondo?»
Il comando americano in Irak ha comunicato ieri che i soldati Usa morti in attentati e attacchi giovedì non sono sette, come comunicato in un primo momento, ma undici. Quella dell’altro ieri è stata la giornata più sanguinosa per l'esercito statunitense dallo scorso 3 agosto, quando 14 marines furono uccisi dall'esplosione di una bomba al passaggio del loro veicolo blindato a Ramadi, 110 km a ovest di Bagdad.