Zawinul, fascinoso viaggio tra Weather Report e Miles Davis

Esce in Italia il disco-testamento di Joe Zawinul 7 brani incisi dal vivo a Lugano il 7 luglio 2007 più altri due interpretati un mese dopo al Festival di Veszprem, in Ungheria, il 2 agosto. Il titolo del cd è Joe Zawinul & The Zawinul Syndicate: 75th. Le due date fanno impressione. Zawinul, compositore e pianista in grado di cimentarsi con vari altri strumenti, personaggio di spicco lungo mezzo secolo di jazz trascorso fra la nativa Vienna e gli Usa, sapeva di essere malato terminale di un tumore inguaribile, ma agli altri lo nascondeva. Ricoverato in un ospedale di Vienna il 5 agosto, restò convinto che se la sarebbe cavata presto al punto che il suo primo impegno autunnale, il 26 settembre per l'Aperitivo in Concerto di Milano, non fu cancellato. La morte sopravvenne l’11 settembre e il concerto diventò una commemorazione accorata di Zawinul con gli stessi musicisti, lo stesso programma e una sedia vuota davanti al pianoforte.
I nove brani, tutti firmati da Zawinul salvo Clario del chitarrista brasiliano Alegre Correa, sono molto belli. Sono eseguiti con il dinamismo di sempre, e proseguono la poetica jazz-rock dei Weather Report diretti da lui e da Wayne Shorter negli anni ’70, poi trasformata da Zawinul in una «musica dei popoli».
Il 7 luglio Zawinul compiva 75 anni, da cui il titolo del disco e il minuto e mezzo di un Happy Birthday suonato e cantato dai sette solisti del Syndicate. Qui termina la registrazione di Lugano e cominciano i brani di Veszprem, che sono solo due ma assai importanti, perché con Zawinul c’è Wayne Shorter al sax soprano e il tema principale è In A Silent Way del maestro viennese, a lui più caro perfino dei suoi successi più clamorosi, Mercy Mercy Mercy e Birdland. La ragione è semplice: Zawinul non ha mai nascosto la convinzione che questo suo tema, più di altri, abbia sollecitato la svolta elettrica di Miles Davis. Lo disse chiaramente vent’anni fa a pochi giornalisti riuniti a Milano. Mentre parlava squillò il telefono, e Zawinul esclamò: «Ecco, è Miles! Miles che chiama per protestare».
In A Silent Way in questa versione, che si prolunga per quasi quindici minuti, è un capolavoro: meditato, intenso, quasi un suggello. Sugli applausi si sente poi la voce di Zawinul che esterna il suo antico affetto per Shorter. Qui forse, si può supporre un presagio, come pure nella volontà di tornare in Europa e a Vienna. «Voi - diceva - quando pensate ai tedeschi vi riferite a quelli della Germania. Ma in Austria la lingua è più dolce, quasi come il suono di un arco. E mi manca molto».