Zaz, la voce che non ti aspetti

No, una cantante così non si costruisce a tavolino. Questa è autentica già nella voce contagiosa, una Betty Curtis da combattimento tutta sole e sincerità. D’altronde, a partire dal nome d’arte, Zaz, che angoscerebbe qualsiasi manager col pelo sullo stomaco, fino alla musica, che è un macramè che da Django Reinhardt arriva a Edith Piaf, e poi blues, anni Sessanta, Andalusia, chansonnier e Brazil, si capisce che questa ragazzetta di trent’anni, francese, zona Loira, residenza vagabonda, vero nome Isabelle Geffroy, non se l’aspettava nessuno. Naturalmente i tromboni snob del bel settimanale Les inrockuptibles l’hanno definita «una punkabbestia senza i cani». Ma i francesi sono pazzi di lei, Je veux è il loro tormentone dell’estate e a noi una così, vera, sanguigna e imprevedibile, piacerà al primo colpo.