Zecchi: «140 eventi per tutti i gusti»

L’assessore alla Cultura: «Ho in mente di aprire una Casa dove far suonare i jazzisti. Se la Moratti ha piacere che io rimanga, resto»

Francesca Amé

Anno mozartiano, ma non solo. Questo 2006 si presenta nell’offerta culturale decisamente generoso con i milanesi, che hanno palato fine e scarsa propensione agli entusiasmi. Perlomeno così la pensa Stefano Zecchi, filosofo, scrittore e assessore comunale alla Cultura: «Milano appare sempre un po’ fredda: non è semplice coinvolgerla con eventi culturali». Meglio allora godere dell’incredibile successo della mostra su Caravaggio e i caravaggisti, ancora in corso a Palazzo Reale.
Professor Zecchi, si aspettava una tale affluenza di pubblico?
«Lo ammetto: no. Ha funzionato il titolo, Caravaggio e l’Europa, anche se è traditore perché i pezzi più significativi non sono tanto le tele di Caravaggio quanto i lavori dei caravaggisti. Il pubblico ha capito che non si tratta di cloni, ma di pittori straordinari e originali: una sorta di avanguardia della cultura pittorica di quel periodo».
Un successo che potrebbe superare i record della mostra dedicata a Picasso cinque anni fa.
«Dobbiamo aspettare la chiusura per la conta definitiva dei biglietti, ma direi che ci siamo».
Ribadisce la volontà di aprire la mostra gratis al pubblico nell’ultima settimana?
«Per ora diciamo che ci sarà un premio per il pubblico. Non voglio far arrabbiare gli sponsor».
Veniamo agli appuntamenti del 2006, l’anno di Mozart.
«Milano partecipa alla grande iniziativa internazionale Mozart ways - Le strade di Mozart che coinvolge, in occasione del 250° anniversario della sua nascita, tutte le città visitate dal compositore. Abbiamo preparato 140 eventi tra concerti, spettacoli e mostre: ci saranno appuntamenti per i cultori della musica, ma anche adatti al grande pubblico».
Un esempio?
«Per i bambini, il teatro delle marionette dei Colla allestirà degli spettacoli seguendo le indicazioni lasciate da Mozart mentre per gli adulti si è pensato insieme al Touring club a un originale percorso mozartiano nelle vie della città».
Nel 2006 ci saranno importanti aperture.
«Due sono sicure, una terza è da organizzare. Aprirà la villa Reale che torna a prendere il nome originario di Belgioioso Napoleone: qui nella prima settimana di marzo vorrei organizzare dibatti sul tema del bellezza. Il 1° di aprile, e non è uno scherzo, aprirà dopo tanti anni l'Acquario civico: faremo una grande festa per tutti i bambini».
E la terza?
«Dopo la Casa della poesia, ho in mente di aprire anche una Casa del jazz, per dare la possibilità ai tanti eccellenti jazzisti di Milano di incontrarsi».
Ha già pensato alla sede?
«Ancora no. Sarebbe bello farla nella palazzina Liberty dove già risiede la Casa della poesia. In fondo sia poeti che jazzisti vivono di note».
Veniamo alle mostre: chiuso Caravaggio, a Palazzo Reale arrivano le foto di Helmut Newton mentre il Castello sforzesco ospiterà il Codice Trivulziano di Leonardo.
«Quella di Newton è una mostra innovativa, con circa 200 foto provenienti dalla Helmut Newton Stiftung di Berlino, mentre l'esibizione leonardesca, oltre all'allestimento al Castello, sfrutterà i grandi pannelli di via Dante».
In che modo?
«In collaborazione con il Museo della scienza e delle tecnologia, ricostruiremo il cammino intellettuale di Leonardo in un percorso visivo di forte impatto lungo tutta la via che conduce al Castello».
Altri appuntamenti di rilievo?
«Penso al convegno sul rapporto tra Gadda e la scienza: ci tengo molto anche perché nei prossimi mesi si procederà alla catalogazione del fondo di Gadda di proprietà del comune. Ricordo anche le celebrazioni in onore di Luchino Visconti, nel centenario della nascita e trentennale della morte: con gli studenti di Brera vorrei mettere in piedi delle scenografie speciali che ripropongano a Palazzo Reale la memorabile scena del ballo del Gattopardo».
Come chiuderà il suo mandato prima delle elezioni?
«Vorrei organizzare una nuova edizione di Milano contemporanea, con mostre legate alle grandi sfide di questa città».
Domanda d'obbligo: che cosa farà ad aprile?
«Se Letizia Moratti ha piacere che io rimanga, resto volentieri».