Zecchi: «Troppi soldi per gli Arcimboldi»

Per l’assessore il contributo di 2,4 milioni è da rivedere. Per la prossima stagione il teatro gestito ancora dalla Scala

Sarà ancora la Fondazione Teatro alla Scala a gestire gli Arcimboldi. «Almeno» per un altro anno, come prevede la convenzione stipulata ieri tra il Comune e l’ente lirico, a cui ha anche deciso di destinare un contributo straordinario forfettario di 2,4 milioni di euro per le spese ordinarie. Ma la delibera specifica che «l’esatto importo verrà definito con una successiva delibera», e l’assessore alla Cultura Stefano Zecchi ha già dichiarato che «personalmente lo ritengo un importo altissimo, che non corrisponde a nessun teatro. Vedremo di capire esattamente le spese, ma sicuramente la cifra sarà rivista: 200mila euro al mese mi sembrano davvero tanti. Gli Arcimboldi funzionano ormai da diverso tempo, e anche la Scala conosce esattamente quali siano le spese».
La Fondazione aveva ricevuto in concessione a titolo gratuito il teatro della Bicocca nell’ottobre 2002, ma quella convenzione sarebbe scaduta il prossimo 31 agosto. Lo stesso ente, con Comune, Regione e Provincia, sta però lavorando alla redazione di un protocollo che porterà ad una Fondazione anche per gli Arcimboldi. Operazione che, però, non sarà conclusa prima della primavera del 2006. «Il teatro quindi - spiega Zecchi -, non sarà in grado di avviare una propria programmazione prima della stagione 2006-2007». Anche il sindaco Gabriele Albertini, però, ha più volte espresso la volontà che gli Arcimboldi nel frattempo non rimangano chiusi. La proroga della concessione alla Fondazione Scala, dal primo settembre e per almeno un anno, permetterà dunque di mantenere viva la struttura durante il periodo-ponte. L’ente potrà produrre direttamente le rappresentazioni musicali, teatrali e altre attività o individuare altre istituzioni idonee che vi provvedano. Tutti i ricavi derivanti dalla gestione - compreso dunque l’«affitto» alle numerose imprese private che chiedono di poter utilizzare il teatro per convention - finiranno nelle casse della Fondazione.
«Il Comune - precisa l’assessore Zecchi - non può gestire in proprio gli Arcimboldi, ci mancano le risorse tecniche per farlo funzionare in così poco tempo. Ma è desiderio di tutti che non rimanga chiuso, e con la proroga della concessione alla Fondazione Scala si potrà continuare l’attività, sapendo che l’ente ha la competenza necessaria per gestirlo».
Il capogruppo milanese dei Ds Emanuele Fiano e la consigliera Marilena Adamo, però, ritengono che «la Fondazione non ha nessuna intenzione di caricarsi degli oneri di questa gestione, e intende procedere all'assegnazione a un impresario privato. Se una struttura di proprietà comunale deve andare in gestione a un privato, ciò deve avvenire mediante gara di pubblica evidenza». Ma l’assessore Zecchi assicura che «il ricorso a un impresario privato è una voce, e come tale resta».