«Zeit» esalta il Mozart di Muti a Salisburgo

da Dresda

Muti come Sarastro: il paragone fra il maestro Riccardo Muti, tornato dopo dieci anni a Salisburgo, e il personaggio enigmatico, un po’ stregone un po’ sacerdote, del Flauto Magico viene dal settimanale Die Zeit in una recensione del nuovo allestimento mozartiano presentato quest'anno al Festival di Salisburgo. In un articolo intitolato «Mozart, il geniale porco della ribalta», il critico della testata tedesca si sofferma sul contrasto fra la regia dell'inglese Graham Vick - che evoca un po’ un fantasy-show, un po’ Alice nel paese delle meraviglie e un po’ una favoletta dei giorni nostri - e lo «splendore» dell'esecuzione musicale. Anche dopo la prima, si ricorda, la regia era stata per lo più stroncata da pubblico e critica mentre la musica e Muti erano stati ampiamente lodati.
La Zeit ricorda che 13 anni fa Muti lasciò Salisburgo per contrasti con la regia di un'opera di Mozart e con l'allora direttore del Festival, il belga Gerard Moriter. Adesso torna col Flauto, sempre fonte, a Salisburgo, di molte aspettative. Sembra ora che a Muti «l'azione sgargiante sulla scena non lo disturbi più». Muti «sembra un po’ Sarastro», prosegue la Zeit: come lui è «il guardiano della virtù e difende placidamente l'alta etica mozartiana contro le contestazioni della regia». Citando Sarastro e interpretando il pensiero di Muti scrive ancora «In queste sale sacre non si conosce vendetta».