«Zelig» in cerca di mattatori: Bisio e Cortellesi se ne vanno

Rivoluzione totale a Zelig. Claudio Bisio lascia la sua storica conduzione. E con lui anche Paola Cortellesi. Lo hanno rivelato gli stessi due comici attraverso comunicati strappalacrime. Con l’addio del padre «spirituale» che lo ha tenuto a battesimo 15 anni fa e condotto per ben 12 anni, il programma comico di Canale 5 sarà costretto a reinventarsi integralmente. «Faccio l’attore da circa trent’anni quindi Zelig è metà della mia vita professionale, in termini artistici è molto di più - ha detto Bisio -. Con Zelig ho imparato un mestiere nuovo, ora, dopo tutti questi anni sento il bisogno di prendere una pausa, ricaricare le pile, studiare, sperimentare (fossi un docente invocherei il diritto all’anno sabbatico). Avrei voglia di potermi concentrare un po’ più sul cinema. Mi manca il teatro, il luogo in cui sono (artisticamente) nato».
Poco dopo quello che Bisio ha definito «un arrivederci, non certo un addio», al programma è arrivato anche quello della Cortellesi che ha salutato e ringraziato il presentatore e il gruppo: «Negli ultimi due anni ho lavorato con un gruppo che in poco tempo ho cominciato a considerare un po’ la mia famiglia, ma nel nostro mestiere il cambiamento è linfa vitale e al termine di un viaggio lungo 27 puntate è naturale dedicarsi a nuove esperienze». Però i due non intendono dividersi, anzi hanno in mente un film da fare insieme.
Spetta ora agli autori Gino & Michele e Giancarlo Bozzo trovare la nuova formula. Anzi, il rinnovamento è necessario perché lo show era notevolmente calato negli ascolti. «La televisione sta cambiando e per Zelig è arrivato il tempo delle piccole grandi rivoluzioni - hanno commentato -. Si cambia per crescere. Vedremo come». L’unica cosa certa è l’addio al Teatro Arcimboldi, dove Zelig è stato registrato per anni. «Vogliamo tornare a uno spettacolo più genuino e ruspante, torneremo alla tensostruttura - ha detto Michele - per il momento restiamo a Milano, ma poi ci piacerebbe andare in giro per le città».