«Zena Carnavao» tra maschere e cortei

Sarà un carnevale all'insegna della multiculturalità e dell'integrazione quello che vedrà il capoluogo ligure protagonista della manifestazione a «Genova, Carnevale dei Popoli», ricco carnet di appuntamenti che per due settimane, dal 5 al 20 febbraio, animerà la città con feste, cortei e sfilate in maschera inaugurando, come primo evento, il calendario della Biennale del Mediterraneo, uno dei temi chiave dell'iniziativa culturale genovese per tutto il 2010. Il carnevale, giunto alla sua seconda edizione, è stato presentato ieri mattina a Palazzo Tursi dall'assessore alla cultura e alla promozione della città Andrea Ranieri e dal musicista, direttore artistico e «motore» dell'iniziativa Gian Piero Alloisio. Sul piatto un calendario ricco di feste e novità, a cominciare dalla musica, vera protagonista di questa edizione.
Si comincia da questo fine settimana con le tradizionali sfilate in maschera nei quartieri cittadini per terminare poi il 20 febbraio con la grande festa di piazza al Porto Antico, il «Zena Carnavao», evento conclusivo della rassegna. «Dopo il successo dell'anno scorso - spiega Alloisio, che dal 2006 al 2008 è stato direttore artistico del Carnevale di Viareggio - ci siamo chiesti come dare un profilo nazionale alla festa e rendere riconoscibile il carnevale genovese in Italia. Siccome questa è la città di Fabrizio De André abbiamo puntato molto sull'aspetto musicale, dando spazio espressivo a tutte le diverse comunità nazionali presenti sul territorio». Un'attenzione da cui è nato il primo «Festival della canzone di Carnevale», una sfida tra gruppi musicali provenienti dai 9 municipi cittadini che suoneranno dal vivo i loro brani, contendendosi il titolo di «Canzone ufficiale del Carnevale di Genova». Ogni municipio infatti è stato abbinato ad un’«area musicale» del mediterraneo e le band dovranno eseguire brani ispirati alle tradizioni del paese con cui sono stati gemellati. I pezzi verranno poi pubblicati all'interno di un cd prodotto grazie ad un progetto di Paolo Dossena, nome storico della discografia genovese. L'appuntamento per il gran finale sarà quindi per il 20 febbraio con il «Zena Carnavao». «L'evento inizierà alle ore 15 in piazza Caricamento - spiega Alloisio - da qui partiranno 5 cortei in maschera con 5 percorsi diversi in tutto il centro storico. Ci saranno carri con i buoi, cani, bighe, gruppi di musicisti, mascherate e clown». Dalle 14.40 in piazza Caricamento si terrà anche la «Grande gara delle Bande Folkloristiche» che vedrà la storica «Rumpi e Streppa» di Finale Ligure affrontare a colpi di percussioni le formazioni musicali locali. Ampio spazio anche ai bambini ai quali è stata dedicata la zona di piazzale Mandraccio: qui i più piccoli potranno festeggiare il carnevale con la musica della «Ciaffero Band», le maschere ufficiali del carnevale di Viareggio e gli attori della compagnia del Gran Maestro Burattinaio che metteranno in scena «Pinocchio sui trampoli». Dal carnevale dei bambini partirà inoltre un'iniziativa dell'associazione genovese per l'assistenza ai disabili intellettivi «SempliceMente» che, a bordo di un’«Arca di Noè» in cartapesta, disegnata dall'artista Francesco Musante, viaggerà attraverso l'Italia con destinazione Roma, per incontrare il Papa.
«Con un budget ridotto - conclude Alloisio - siamo riusciti a mettere in piedi un carnevale più ricco rispetto a quello dello scorso anno per il quale abbiamo ricevuto davvero molte adesioni». Solo un piccolo «giallo», sul finire della presentazione, alla voce «spese di organizzazione». Si aggirerebbe sui 65mila euro il costo complessivo dell'evento, «la metà - dicono gli organizzatori - di quanto a Viareggio si spende per costruire un solo carro». I fondi non sono però solo del Comune ma in buona parte degli sponsor, in questo caso Iride e Coop. In quale percentuale? Beh, questo non è dato saperlo. «Sono sponsor istituzionali - dribbla Ranieri - noi abbiamo un budget complessivo misto valido per tutto l'anno e io non mi metto qui adesso a fare i conti». L'assessore s'innervosisce e poi chiude: «Per i dettagli, ripassate quando stileremo l'intero calendario». Come dire: questione di àplomb.