Zenga, l’allenatore venuto dall’Est trova una panchina anche in Italia

Il Catania esonera Baldini e ingaggia l’ex tecnico di Steaua Bucarest e Stella Rossa

da Milano

Via Baldini, arriva Zenga, il Catania manda a casa l’allenatore che diede il via alla stagione 2007/08 con un calcio nel sedere a un collega, e ne prende uno ugualmente spettacolare ma per altri meriti.
Per Baldini è stata fatale la sconfitta interna contro il Torino che ha scaraventato il Catania in piena zona retrocessione. La risoluzione è consensuale, arriva Walterone, numero uno dell’Italia come Zoff, due caratteri agli antipodi, l’uno al massimo suonava i citofoni alle dieci di sera e poi scappava, l’altro cresciuto nella zona di viale Ungheria, uno dei quartieri caldi della periferia est di Milano, i citofoni li staccava direttamente. In porta un mestierante che ha fatto scuola, una reattività straordinaria sui palloni calciati dalla breve distanza, un passo da gallo nel pollaio quando stringeva la sua preda fra le braccia e si avvicinava al limite per il rinvio. Ha scritto la storia dell’Inter e degli azzurri per un decennio, poi all’improvviso è finito al New England Revolution, roba americana, e gli ha preso la cotta per la panchina.
Quando è tornato in Europa non poteva più farne a meno, ha trovato credito in Romania e senza stare troppo lì a farsi problemi ha firmato per il National di Bucarest. Ben fatto, gli hanno detto a fine stagione, erano quelli della Steaua, lui firma e si ferma un altro anno, vince il campionato e scappa. Ancora all’Est, ex Yugoslavia, Stella Rossa di Belgrado, vince scudetto e coppa Walterone e via un’altra volta. Luglio 2006 finisce in Turchia, club di seconda schiera, Gaziantespor, lo porta su e quando i bravi turchi iniziano a fantasticare lui un bel giorno, ma si racconta di una notte molto stellata, lascia il megaresidence e molla il colpo. Non guadagnava molto da quelle parti, contratti da 250mila barra 300mila euro a stagione. Negli Emirati invece si viaggia a petroldollari, a Dubai gliene offrono 2milioni per sedersi sulla panchina d’oro dell’Al Ain, il massimo del calcio da quelle parti. Un anno, poi da Bucarest gli arriva una supplica: la Dinamo sta morendo, corri. I romeni pagano la penale per liberarsi dagli arabi che avevano pagato la penale per liberarsi dai turchi. Storie così. Adesso era a casa, anzi seconda voce televisiva in Rai. Quella esse strascicata, la voglia di far capire che anche lui sta stare con i mister, la chiamata di Pulvirenti improvvisa ma non troppo, dopo che di lui si parlava come del probabile traghettatore dell’Inter orfana di mancini. No, farà sette settimane ma in Sicilia, prima volta contro il Palermo, gara che l’Osservatorio ha deciso di anticipare alle ore 18 del 12 aprile per motivi di ordine pubblico. Walterone non sta nella pelle, 150mila euro per sette partite non sono la vita che cambia ma avrebbe pagato di tasca sua per entrare nella mischia.