«Lo Zenit ha vinto con i soldi della mafia russa»

La prova nelle intercettazioni: «Ho comprato il Bayern per 50 milioni». Piovono le smentite

Beccato con le mani nella marmellata. Questo il probabile pensiero del magistrato spagnolo Blatasar Garzon, impegnato in un’indagine sulla mafia russa che prevedeva intercettazioni telefoniche, quando si è imbattuto nella conversazione di Guenadis Petrov su Zenit San Pietroburgo-Bayern Monaco (ritorno della semifinale di Coppa Uefa 2007, andata finita 1-1). Petrov, uno dei principali esponenti dell’organizzazione criminale «Tambobskaya» (con sede a San Pietroburgo, guarda un po’), deve avere usato pressappoco queste parole con il suo interlocutore: «La partita finirà 4-0. Sai, sono riuscito a comprare i tedeschi per 50 milioni...». Nessun riferimento sulla moneta della transazione: dollari, euro o rubli? Immediato il trasferimento dell’intero materiale in Germania. Tutte notizie riportate dallo spagnolo El Pais sull’edizione di ieri.
La notizia ha provocato uno scossone all’Uefa, che ha aperto un’inchiesta per indagare su 26 partite del torneo. E, parallelamente, lo scossone è arrivato per forza di cose nel quartier generale del Bayern Monaco, che in questi giorni già non è sereno di suo (ma per i cattivi risultati sportivi). Breve e vago il comunicato sul proprio sito ufficiale: «Sospetti su quella partita? Non ne sappiamo nulla. Il Bayern non è al corrente di questi sospetti, così come la procura di Monaco. Cercheremo di raccogliere informazioni». Malignamente, ora la spiegazione di quel tonfo così pesante e inaspettato potrebbe avere una soluzione: vedendo i recenti risultati del Bayern, rimane solo un cattivo pensiero.
Ma l’onda lunga dello scoop di El Pais è arrivata a toccare anche le sponde scozzesi: tramite fonti rese note dal network americano Abc (che parla di una cifra tra 20 e 40 milioni, invece dei 50 di El Pais) pare che il famigerato Petrov, insieme al fidato luogotenente Leonid Khristoforov, abbia cercato anche di comprare la partita successiva, ovvero la finale contro i Rangers di Glasgow poi vinta. Se poi ci sia riuscito, questo non è stato rivelato.
Lo Zenit, come il Bayern, ha affidato al sito ufficiale il commento alla questione: «La qualità del gioco mostrato contro il Bayern e il Rangers è la miglior prova che quei risultati sono stati conquistati onestamente». Nel finale, l’immancabile riferimento ad eventuali azioni legali.
Chiaro il risentimento dei dirigenti dello Zenit. Una squadra che è arrivata alla ribalta internazionale proprio la stagione scorsa, grazie al talento di Arshavin e al lavoro del tecnico olandese Advocaat. Oltretutto uno scenario del genere, se confermato, potrebbe andare a toccare anche un altro successo di prestigio: con la vittoria della Coppa Uefa, infatti, lo Zenit si era guadagnato la possibilità di sfidare il Manchester United nella Supercoppa Europea giocata lo scorso agosto. Ed era anche riuscito a battere lo squadrone di Ferguson: un trofeo ora illuminato da una cattiva luce.