Zero Assoluto primi in classifica «Siamo la rivincita dei giovani»

Il duo romano è il fenomeno del momento: da 3 settimane al primo posto

da Milano

Allora è proprio così: gli Zero Assoluto sono una bella favola della musica italiana. Ieri si sono confermati in testa alla classifica per la terza settimana consecutiva con il singolo Svegliarsi la mattina, che è stato presentato al Festival di Sanremo e da allora non si è più mosso dal vertice. Quando sono saliti sul palco dell’Ariston, gli Zero Assoluto erano solo i ragazzetti di Semplicemente, il brano tormentone dell’anno scorso. Ora sono il fenomeno del momento e basta guardarli in faccia, questi due ex ragazzetti, per scoprire l’espressione di chi ha il caricatore pieno di entusiasmo. Matteo Maffucci (figlio di Mario, ex capostruttura Rai) e Thomas De Gasperi si conoscono dai tempi del liceo Giulio Cesare di Roma, hanno scelto il nome del gruppo quando avevano quindici anni, ogni sera tengono banco dalle 21 alle 24 con un programma su Rtl 102,5 e sono diventati i portavoce di quella generazione di giovani che si è annoiata del pop prêt à porter e cerca musica con un valore aggiunto.
Matteo Maffucci, è un momento d’oro.
«E noi ce lo stiamo godendo con naturalezza. Quando siamo arrivati a Sanremo, volevamo solo uscirne sani e salvi. È andata meglio del previsto».
Però non era difficile immaginare un exploit. Il vostro Semplicemente era stato in classifica per quaranta settimane.
«Soprattutto, è riuscito a insinuarsi sottopelle alla gente, è entrato nell’immaginario collettivo. Per noi è questa la grande vittoria. Poi siamo andati al Festival, dove l’anno prima avevano respinto la nostra Semplicemente: è giusto ricordarlo. Stavolta però è andata diversamente e il Festival ha dimostrato di funzionare per la musica».
Troppo comodo da dire, ora.
«Dell’aspetto televisivo di Sanremo si è parlato molto male. Ma per quanto ne so io, raramente ha avuto così buoni risultati per la musica».
Ma vi ha dato qualche sorpresa?
«Mi aspettavo che Simone Cristicchi volasse più alto in classifica».
Dica la verità: lei è figlio di Mario Maffucci, uno dei grandi patron del Festival. Quanto l’ha aiutato?
«Per andare al Festival no. Però mio padre mi ha sempre lasciato libero di seguire la mia passione».
Adesso però i vostri fan aspettano un nuovo ciddì. Finora ne avete registrato solo uno, Scendi, che è del 2004.
«Per scaramanzia stiamo lavorando molto lentamente. Ma il nuovo disco uscirà alla fine dell’estate».
Titolo?
«Non c’è ancora. Però tra qualche settimana uscirà un nuovo singolo e tra luglio e agosto faremo un bel po’ di concerti in giro per l’Italia. E, speriamo!, torneremo al Festivalbar, che per noi l’anno scorso è stato un toccasana. Insomma, ora abbiamo quella felicità da “regazzini” come si dice a Roma».
Anche questo è un punto di forza degli Zero Assoluto: l’immagine di armonia che date.
«Io e Thomas non abbiamo mai litigato. In tutti questi anni siamo riusciti a creare una sintonia molto positiva: siamo attenti ai nostri equilibri. Diciamo che abbiamo caratteri diversi ma un gusto comunque che ci unisce sempre e comunque. Io non riuscirei mai a progettare una cosa musicale senza pensare di farla con lui».
Dovendo dare una definizione, come catalogherebbe la sua musica?
«Non c’è una parola. Nelle nostre canzoni c’è una ricerca di suoni che vanno dall’elettronico all’acustico. E poi c’è un pensiero che secondo me è importantissimo: la melodia è il più bel regalo che un musicista possa fare».
A chi?
«Il nostro pubblico è per forza fatto di giovani. Loro si identificano molto di più in noi che in un cantautore quarantenne».
Il vostro sogno?
«Avere un percorso come quello di Jovanotti, che è riuscito a far crescere il proprio pubblico con lui».