Zero, tutti pazzi per la creatività di Hide

A ridosso di piazzale Baracca ecco Zero, scintillante ristorante di design, scrigno sfavillante di 32 coperti che, a pochi mesi dall'apertura, ha liste d'attesa serali di due settimane. Potere dell'immaginario del giovane chef Hide Skinohara, scelto dai fratelli Binda, i proprietari: il percorso del cuoco devia abbondantemente dal solco di sushi e sashimi, pur presenti in carta ma certo rivisitati con estro sconosciuto a tanti nippo-bar improvvisati. Delizie come il branzino cotto nel vapore del sake o lo spiedino di gamberi con salsa di 15 spezie, ma anche proposte di carne come il filetto d'angus, si assaggiano a occhi chiusi. Quando si riaprono, il piacere è tutto nell'osservare il lavoro realizzato dallo Studio Dordoni: tavoli della sala in ambra e poltrone in pelle. È un onice iraniana invece la splendida pietra retro-illuminata che attraversa tutto il locale, composto da due sale: la prima con quattro tavoli e la seconda più interna e sovrastata da un grande banco scenografico in ebano che consente al commensale di osservare anche il lavoro certosino della brigata.
Zero, corso Magenta 87; 02.45474733; www.zeromagenta.it; chiuso domenica e lunedì a pranzo.