Zetazeroalfa: «Suoni duri per (r)esistere»

La band romana è popolarissima. Migliaia di fan, a ruba i gadget

Antonio Lodetti

Zetazeroalfa, ovvero l’icona rock della destra radicale. Fanno sentire la loro voce attraverso centinaia di concerti, dischi come Tante botte: Live in Alkatraz, uno stile di vita fatto di magliette, sciarpe, bandiere. Attaccano duramente il music business che tende sistematicamente ad emarginarli. «La nostra è musica archeofuturista - precisa il cantante Gianluca Iannone in arte Sinevox - che unisce nel rock la visione tradizionale del mondo e quella futuribile». Nella band ci sono poi Mr Malox alla «chitarra amica», Dr Zimox alla «chitarra malvagia», Zaphod Aniba al «basso molesto», Atom takemura alla «batteria pronta al combattimento».
La vostra musica è piuttosto dura.
«È musica alternativa e spontanea che contiene di tutto. Impossibile porre confini, ci sono suoni punk, metal, electro ma anche l’influenza di artisti come Edith Piaf».
I testi, il messaggio sono molto importanti?
«Sono parte della nostra esistenza; raccontano come vive un fascista nel terzo millennio. Dal vivo niente cover, solo pezzi originali con parole che i ragazzi imparano subito a cantare e a condividere con noi».
I vostri obiettivi?
«Lottare, resistere. Non cambieremo il mondo ma almeno facciamo in modo che il mondo non cambi noi».
Del rock ufficiale che cosa pensate?
«Non lo seguiamo. Odiamo i megaconcerti di solidarietà con tanti gruppi finti-ribelli che prendono milioni. Alcuni di noi hanno un’anima punk, altri mod. Quelli erano veri trasgressivi, il rock dettava la moda: i teddy boy, i rocker lanciavano un abbigliamento, un modo di essere. Ora le mode le lancia Mtv».
Mai avuto problemi con altri gruppi?
«Nel 2002 siamo stati al Meeting delle Etichette Indipendenti e molti metallari sono rimasti colpiti dal nostro sound. Sulla musica in se stessa non ci sono marchi politici, è l’attitudine, il pensiero, il linguaggio che connota il nostro pensiero».
La vostra caratteristica?
«Suoni tosti, completa libertà d’espressione, rabbia, rapporto diretto con il pubblico e l’ironia per dare il colpo di grazia».
Programmi?
«Stiamo incidendo un nuovo cd che si intitolerà Stoccafisso. Quando dal prefetto di Cremona arrivò il divieto di circolare con il manganello, Farinacci cominciò a girare con uno stoccafisso legato alla cintola. Questo per dire che bisogna trovare nuove soluzioni ai problemi e che la musica è il veicolo della nostra protesta. Continueremo a fare concerti anche in Europa. Soprattutto in Germania e Olanda. Recentemente ci siamo esibiti anche in Canada».