Zhang Yimou racconta il pianeta Cina ispirandosi a Shakespeare e Kurosawa

Zang Yimou (cineasta cinese allora poco meno che quarantenne) approdò in Occidente nel 1988 col suo film d'esordio Sorgo rosso che, alla Berlinale dello stesso anno, conquista di slancio l'Orso d'oro. Dopo l'incalzante, densa serie di opere variamente incentrate su vicende tipiche della realtà cinese del passato o più attuale (Ju Du, Lanterne rosse, La storia di Qiu Ju), Yimou si orienta presto verso un cinema d'impronta marcatamente immaginaria (seppure riferibile alle arcaiche gesta di autentiche dinastie imperiali) ove tripudio figurativo e parossismo coreografico si condensano in favole cruente, coloratissime di clamoroso impatto spettacolare. La città proibita (2006) è parte integrante di questo stesso cinema di sapientissimo mestiere ma anche di non trascurabile esito drammatico. Specie allorché la traccia narrativa si rifà con disinibita, ammiccante licenza a Shakespeare e Kurosawa.

LA CITTÀ PROIBITA - 01. euro 19,00