Ziccarelli porta in scena Cosa nostra

Ambientato in qualsivoglia luogo, in un tempo dove il trascorrere dei minuti è superfluo, «Signori, la mafia» è lo spettacolo coraggioso che Vincenzo Ziccarelli presenta al Teatro della Memoria. Una scelta audace quella del direttore della sala di via Cucchiari, Aleardo Caliari che ha affidato l'inaugurazione della sua ricca stagione ad uno spettacolo mai rappresentato, perché probabilmente scomodo. Sarà proprio Caliari a dirigere la compagnia di casa nell'allestimento della farsa immorale in due tempi dello scrittore calabrese Ziccarelli, condividendo con l'autore la necessità di dare vita ad un testo civilmente impegnato, ad un lavoro che, pur grottesco, suona come una denuncia. A distanza di vent'anni dalla sua stesura, «Signori, la mafia» nella sua lucida attualità, prende finalmente vita con il suo linguaggio sorprendentemente contemporaneo, con i suoi raffinati giochi linguistici e le sue fulminanti intuizioni. Partendo dall'analisi del concetto di mafia, che qualcuno, in modo scontato definisce come un fenomeno sociologico criminoso la diffusione del quale è da circoscrivere ad alcune zone del Sud Italia, Ziccarelli offre una spiegazione trasparente e chiara attraverso la quale si comprende il vero significato originale. Dopo la sua esperienza nel mondo politico e sindacale, Ziccarelli ha avuto l'opportunità di comprendere certi meccanismi che, con il suo spettacolo, cerca di trasmettere al pubblico, nascondendo talvolta la cruda realtà dietro un sorriso amaro, gettando acqua sul quel fuoco che inevitabilmente brucerebbe le coscienze.