Zidane lascia e Ancelotti lo corteggia

Aldo Meluccio

Lo meditava da qualche giorno e oggi comunicherà il suo ritiro in una conferenza stampa. Zinedine Zidane vuole lasciare il calcio ed appenderà le scarpette al chiodo, ma lo farà soltanto dopo aver disputato l’ultimo mondiale della sua carriera. Il mondiale e l’addio, due eventi che segnano un calciatore, Zizou li vivrà insieme. Trentaquattro anni da compiere a giugno, il campione francese ha dichiarato le sue intenzioni al presidente del Real Madrid, Martin, e ha voluto parlarne con Raul, Guti e Roberto Carlos, e poi con tutta la squadra.
La sua intenzione di lasciare lo porta a perdere l’ultimo anno di contratto col Real e sicuramente ci ha riflettuto: «Era una cosa che mi girava in testa da tempo ed avevo voglia di liberarmi, non me la sentivo di arrivare al ritiro pre-campionato con questa decisione già maturata, sarebbe stata una sorpresa terribile per i compagni». L’ex juventino vuole giocare l’ultima col Real e poi i mondiali che adesso sono il suo unico obiettivo: «Alla mia età mi diventa tutto più difficile e non sono più tranquillo, è una decisione molto dura per me, ma è definitiva». A Zidane pesa senza dubbio la mancanza di risultati delle ultime tre stagioni, avendo vivi nella mente i successi trascorsi: la Champions vinta col Real nel 2002, le coppe intercontinentali e le supercoppe europee con Juve e Real, i due campionati conquistati in Italia e quello in Spagna, poi il mondiale del 1998 e gli europei del 2000.
Zinedine Zidane, pallone d’oro nel 1998, lascia il terreno di gioco, ma in Germania ci sarà, così gli appassionati del calcio bonito di cui tanto si parla vedranno ancora le sue magie. Significativa la battuta di Ancelotti: «Ricordo certi suoi numeri... nel Milan giocano ragazzi con qualche anno in più di lui. Se ci dovesse ripensare, noi siamo qua».