Lo zig zag di Tonino

Di Pietro dice sempre che lui difende i soldi dei cittadini. Ora per difenderli meglio ha deciso di seppellirli in una galleria. Perfetto: lì chi li tocca più? Un miliardo di euro e via, rassegnatevi. Anzi, visto il luogo: metteteci una pietra sopra. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un buco in bilancio per un buco nella montagna. Alla fine, un buco nell'acqua.
Il miliardo di euro servirà infatti a finanziare il cambio di tracciato per l'Alta Velocità. Tav sì, Tav no, Tav a zig e zag: alla fine l'accordo siglato l'altro giorno con la Francia prevede che l'Italia si accolli i costi della variazione di tracciato. Per l'appunto dieci chilometri in più di galleria. La decisione forse accontenterà gli abitanti di alcuni paesi, ma sicuramente ne scontenterà altri: ben che vada il bilancio dell'umore della Val di Susa raggiungerà uno stentato pareggio. In compenso noi ci rimettiamo quanto il gettito Ici nell'intero Piemonte.
Non male no? Bravo Di Pietro. Così si difende il denaro dei cittadini. Del resto che cosa ci volevate fare con quel miliardo di euro? Alzare le pensioni minime? Dare un sostegno alle famiglie? Costruire strade laddove servono? Macché: molto più utile giocare al piccolo scavatore di Venaus. Non lo conoscete? È il passatempo preferito dell'estate 2007: si tirano righe sulla cartina geografica come se fosse la tavolozza dei colori. E poi si manda il conto al contribuente. Nota bene: se si è difensori civici, paladini della buona amministrazione, tutori dei diritti dei cittadini, il gioco viene meglio. Se si è ex pm dalle Mani Pulite, poi, è perfetto.
Non è un Paese meraviglioso questo? Da settimane siamo incagliati a discutere sullo scalone delle pensioni, la cui abolizione vale circa due miliardi di euro. E in pochi minuti ne gettiamo la metà senza battere ciglio, solo per spostare di qualche chilometro una rotaia. Si badi bene: non si evita di bucare la montagna. Semplicemente, la si buca un po' più in là, e un po' di più. Fantastico. Se prendessero i soldi dei contribuenti e li buttassero in pasto alle balene, forse, sarebbe più utile.
Ma sì dài, sprecare per sprecare, perché limitarsi a seppellire un miliardo di euro in un tunnel? Che so io? Prendiamo altri soldi e lanciamoli da un aereo sopra le città, bruciamoli negli incendi dei boschi, usiamoli come combustibile da centrali elettriche così, magari, almeno evitiamo il black out. Qualcuno ha qualche altra proposta? Avanti, si faccia sotto. Ogni idea sarà vagliata dal nostro tutor, il moralista dei conti pubblici, il talebano del risparmio a tutti i costi, al secolo Antonio Di Pietro.
Di lui ci si può fidare. Per anni è andato in giro presentandosi come il difensore dei contribuenti. Ha fatto battaglie contro gli sprechi. Ha fatto lunghe filippiche sui costi della politica. Da sempre combatte contro le tangenti che danneggiano i cittadini. E va bene. Ma allora che ne direbbe, uno così duro e puro, di un ministro che butta un miliardo di euro di denaro pubblico sotto una montagna? È chiaro: direbbe che va fermato. Anche se non c'è concussione né corruzione, urge battuta d'arresto. A meno che, insieme ai nostri soldi, l'inflessibile Tonino non abbia seppellito anche il suo rigore.
Mario Giordano