Zimbabwe, l'opposizione al governo con Mugabe

Raggiunta dopo mesi di trattative e mediazioni l'intesa nel paese africano: se il presidente dell’ex Rhodesia manterrà la carica
occupata dall’80, primo ministro diverrà il leader dissidente Morgan Tsvangirai

Harare - L’opposizione ha accettato di dare vita nello Zimbabwe a un governo di unità nazionale insieme al regime del presidente Robert Mugabe: lo hanno annunciato fonti dell’Mdc, il Movimento per il Cambiamento Democratico, principale espressione della dissidenza nello Stato africano; il direttivo del partito si era riunito poco prima per valutare l’ipotesi. «Abbiamo deciso di aderire all’intesa perchè abbiamo ottenuto concessioni dalla Sadc», hanno spiegato le fonti, riferendosi alla Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Australe, la più importante organizzazione regionale che ha mediato tra le parti.

«Ci è stato assicurato che le nostre preoccupazioni sarebbero state prese in considerazione, e da quel momento stiamo notando che alcune di esse sono già in via di soluzione. È questa la strada migliore, per noi e per il Paese».

I negoziati tra Mdc e Zanu-Pf, l’Unione Nazionale Africana dello Zimbabwe-Fronte Patriottico guidata da Mugabe, erano paralizzati dallo scorso settembre sulla spartizione dei poteri e degli incarichi ministeriali. Rimane fermo comunque che, se il presidente dell’ex Rhodesia manterrà la carica occupata dall’80, primo ministro diverrà il leader dissidente Morgan Tsvangirai. Questi a sua volta ha confermato che il nuovo governo nascerà entro il mese prossimo: i mediatori della Sadc hanno infatti dato ai due partiti tempo fino alla metà di febbraio per creare concretamente un esecutivo unitario.

Una volta che sarà nato il Sudafrica, per bocca del suo presidente Kgalema Motlanthe, si è detto pronto a contribuire alla ricostruzione del Paese vicino, investito da una catastrofica crisi economica e piegato da un’epidemia di colera.