Zimbabwe, occupate fattorie di bianchi

La <em>Bbc</em> online: &quot;raid&quot; punitivi contro i proprietari terrieri sarebbero stati per lo più affidati a
fedelissimi dello Zanu-Pf, il partito di Mugabe per far naufragare il governo di unità nazionale costituito da poco

Decine di fattorie di proprietà di bianchi sono state occupate nello Zimbabwe nelle ultime due settimane dopo l’insediamento del nuovo governo di unità nazionale. E torna a salire la tensione. Lo riferisce oggi la BBC Online, citando il segretario generale del Sindacato dei coltivatori, Trevor Gifford. Le fattorie, in tutto 77, sono state teatro di scorribande attuate con la connivenza delle autorità e dei servizi di sicurezza. In alcuni casi, anzi, vi avrebbero partecipato direttamente agenti di polizia, militari e funzionari. Non è la prima volta che le proprietà terriere degli ex colonizzatori bianchi sono messe in discussione. Nell’ambito di un discusso progetto di riforma agraria, il governo del presidente Robert Mugabe aveva cercato di requisirne una parte. Ma lo scorso novembre il Tribunale regionale per lo sviluppo nell’Africa australe (Sadc) aveva decretato che l’eventuale confisca dei latifondi sarebbe stata illegittima.

Secondo Gifford, gran parte delle fattorie ora occupate appartengono a persone che hanno contrastato con maggiore decisione le riforme agrarie del governo. I "raid" punitivi contro di loro sarebbero stati per lo più affidati a fedelissimi dello Zanu-Pf, il partito di Mugabe. Il loro disegno, secondo il sindacalista, non sarebbe tanto quello di strappare la terra agli ex colonizzatori bianchi ma quello di creare scompiglio per far naufragare sul nascere il governo di unità nazionale. Lo Zimbabwe, fino al 1965 una colonia britannica, è popolato da quasi 13 milioni di abitanti di cui ormai solo il 3 per cento sono bianchi di origine anglo-sassone.