Zimerman e il suo pianoforte attesi ad Ascona

Il grande musicista dovrebbe esibirsi in una scelta di composizioni di Chopin, ma il programma è ancora tutto da confermare: e il pubblico aspetta

Piera Anna Franini

Svizzera, terra di festival e di musicisti (pur acquisiti: anche in virtù della mitezza del fisco), con rassegne che si svolgono in contemporanea gareggiando in bravura. In questi giorni campeggiano sui quotidiani le notizie dal fronte-Lucerna dove Abbado guida un festival con pochi pari. Il Ticino è un brulicare di concerti. E hanno preso il via in questi giorni le Settimane Musicali di Ascona, dal 1946 un appuntamento fisso di fine estate.
Ad Ascona e dintorni (le Settimane si allargano a varie località) sono passati artisti che hanno scritto la storia dell’interpretazione pianistica - Alfred Cortot, Walter Gieseking, Dinu Lipatti, Clara Haskil, Arthur Rubinstein, Geza Anda -, idem per quanto riguarda la direzione: bastano due nomi, quelli di Otto Klemperer e Claudio Abbado.
Passano gli anni ma le Settimane Musicali di Ascona sono rimaste tali e quali. Lo dimostra l’edizione 2005, inaugurata martedì 23, nella chiesa di San Francesco di Locarno con la Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniel Harding e Kolja Blacher al violino per il Concerto di Beethoven. Harding, ovvero una delle bacchette del momento oltre che delle inaugurazioni (sarà lui ad aprire la stagione scaligera il prossimo 7 dicembre), pupillo di Claudio Abbado, beneamato da Stéphane Lissner, attuale sovrintendente del Teatro alla Scala.
Il 29 è atteso Krystian Zimerman, pianista che si concede con il contagocce, unico in Chopin, e amante delle sorprese: difficile sapere con anticipo il programma che riserverà per il recital. Zimerman implica infatti una serie di certezze, nel bene e nel male. Assicura un recital con pochi pari, la sala piena e un pubblico soddisfatto senza riserve. In breve, il successone.
Per la legge del contrappasso, però, gli organizzatori devono stringere i denti fino all’ultimo. Uno: perché non è detto che la data o addirittura l’appuntamento stesso vengano confermati. Due: il programma dichiarato in partenza è destinato a mutare il volto, anche spesso. Tre: Zimerman ama portarsi appresso il suo pianoforte, uno Steinway di Amburgo… e il corollario d’affanni legati a una simile operazione o impresa.
Altra pianista di richiamo, Hélène Grimaud, interprete dove la bravura si combina con la bellezza per la gioia delle riviste che le consegnano spesso la copertina. La Grimaud, delicata nella vita, è incline a un pianismo maschio, percussivo e dal ritmo tagliente, ma ad Ascona (il 14 settembre) si presenta con il Primo Concerto di Brahms diretto da Sir Roger Norrington alla testa della Radio-Sinfonieorkester Stuttgart.
Non ha invece barriere il repertorio della pianista Maria Joao Pires, portoghese, star ovunque ma pochissimo in Italia. Con la Radio-Sinfonieorchester Frankfurt diretta da Hugo Wolff il 16 settembre propone il Terzo Concerto di Beethoven cui seguirà la Nona Sinfonia di Schubert.
Il carismatico Radu Lupu con l’Orchestra della Svizzera Italiana diretta da Armin Jordan esegue il Quarto Concerto per pianoforte di Beethoven (22 settembre), sentito a Milano due anni fa. Il consolidato duo costituito da Viktoria Mullova (violino) e Katia Labèque (pianoforte) sarà il 20 a Locarno, presentando, peraltro, pagine della moglie di Schumann, la pianista epocale Clara. Tutto Mozart – il 4 ottobre – con i Barocchisti condotti da Fasolis. Fra i concerti sinfonici a breve, quello con la London Philharmonic Orchestra diretta da Kurt Masur con pagine dall’Est: Shostakovic, Glinka e la Nona di Dvorák.